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Mai saltare in barriera, lo insegnano ai Pulcini La Juve paga carissima la rinuncia al coccodrillo

Francesco Donzella
Mai saltare in barriera, lo insegnano ai Pulcini La Juve paga carissima la rinuncia al coccodrillo

Incredibile errore sulla punizione che ha regalato i quarti al Porto Perché non è stato piazzato l’uomo a terra? Troppa superficialità 

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Francesco Donzella

Alzi la mano chi non ha pensato alla mossa del “coccodrillo” dopo il gol del Porto che, di fatto, ha eliminato la Juventus dalla Champions League. Un calcio di punizione che passa sotto una barriera, con glo uomini in bianconero (Ronaldo, Morata e Rabiot) che saltata in maniera del tutto scomposta, e sorprende l’estremo difensore bianconero infilandosi in rete a fil di palo. E se era così tanto tempo che non si vedeva un gol del genere su calcio piazzato, è proprio grazie alla strategia del coccodrillo.

Nel piazzare la barriera ci sono sempre state alcune indicazioni universali, da che calcio è calcio: mai aprirsi né girarsi, in caso di punizione a due l’uomo più interno deve uscire verso il pallone, il primo uomo (quello più lontano dal centro della porta) deve essere messo per metà oltre il palo per evitare un tiro a giro, mentre il secondo ed il terzo devono essere i più alti della barriera, visto che è statisticamente provato che un calcio su punizione tenta di scavalcarla proprio in quel punto.

Se la barriera salta per cercare di evitare il classico tiro sopra di essa però, si crea uno spazio rasoterra tra i piedi dei giocatori ed il campo da gioco; non pochi calciatori hanno sfruttato questo salto per segnare gol memorabili, da Ronaldinho a Messi, da Pirlo a Cristiano Ronaldo (ebbene sì, proprio il portoghese che è saltato sulla punizione incriminata), fino all’amaranto Cristiano Lucarelli che un gol del genere lo segnò nella storica partita del Livorno a San Siro contro il Milan, ingannando Dida..

Come fare a non concedere questa opportunità (spesso letale visto che il portiere riesce a vedere il pallone solo all’ultimo), e contemporaneamente diminuire le chance di segnare passando sopra la barriera? La risposta, e qui torna il concetto del coccodrillo, è far sdraiare un uomo sotto la barriera; inventata nel 2013 in Brasile, fu importata in Europa in versione rivisitata (con l'uomo inginocchiato), da Coutinho per murare una punizione di Eriksen quando ancora non vestiva nerazzurro.

Ma le luci della ribalta per il coccodrillo arrivano solo nel 2018, in una partita di Champions League tra Inter e Barcellona; punizione dal limite per i blaugrana: con Messi assente sul pallone va Luis Suarez.

Brozovic non si sdraia subito sotto la barriera, ma aspetta il momento del calcio per gettarsi a terra e, di fatto, parare la conclusione dell’uruguagio con la schiena regalando al coccodrillo visibilità mondiale, e sdoganando definitivamente la soluzione per le punizioni rasoterra. Uno stratagemma che oggi viene utilizzato da moltissime squadre.

E allora perché la Juventus non ha utilizzato un uomo sotto la barriera per salvaguardare Szczesny? Molto probabilmente la punizione è stata considerata troppo distante dalla porta per sprecare un uomo in più in barriera (nonostante la superiorità numerica potesse permetterlo), o forse solo per la concitazione del momento che ha fatto perdere lucidità nelle scelte. Le palle inattive però sono uno strumento fondamentale del calcio moderno, e i cali di concentrazione possono risultare fatali; chiedere alla Vecchia Signora, che forse non ha capito come fa il coccodrillo, ma potrebbe aver imparato quando si fa... —





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