Gioco
La grande frode della pay tv I soldi di Dazn per i viola sul conto di due spagnoli
UN RAGGIRO DA 1,6 MILIONI DI EURO
Matteo Leoni
Una truffa da 1,6 milioni di euro nel pagamento dei diritti televisivi messa a segno ai danni della Fiorentina e di Dazn. La quota milionaria, regolarmente pagata nell'agosto del 2018 dalla Perform Investment Ldt, società che gestisce Dazn, invece di finire nelle casse della società viola è stata dirottata sul conto aperto in una banca di Barcellona. Intestatari due fratelli spagnoli di 63 e 66 anni, residenti a Granada, che adesso sono finiti sul banco degli imputati a Firenze con l'accusa di frode informatica. Il processo, disposto direttamente dal pubblico ministero Ester Nocera con un decreto di citazione diretta a giudizio, si aprirà il 13 settembre 2021. I due presunti hacker, che avrebbero agito con dei complici al momento non identificati, sono riusciti a intrufolarsi nella corrispondenza via mail tra la Perform, società del Regno Unito con sede operativa in Polonia, e l'Acf Fiorentina spa. Si tratta della cosiddetta truffa del 'man in the middle'. Una volta entrati nella posta elettronica, i fratelli hanno sostituito all'Iban indicato dalla Fiorentina per il pagamento il codice relativo al loro conto, aperto presso la Caixabank, filiale in Avenida Diagonal a Barcellona. In questo modo La Perform ha pagato a loro la cifra di 1.605.179 euro, credendo di versare il denaro al club toscano. I soldi sono finiti tutti nelle casse della società finanziaria spagnola Egregia Activos, della quale i due hacker sono risultati essere gli amministratori. Quando la Fiorentina ha fatto presente di non aver ricevuto i soldi la Perform ha pagato di nuovo. Nessun danno dunque per la società viola, ma lo stesso non può dirsi per il gruppo Dazn, che si è trovato a pagare due volte i diritti televisivi dovuti al club. Così sono scattate le indagini, coordinate dalla procura di Firenze e condotte dagli agenti della polizia postale, che hanno consentito di arrivare a identificare i due fratelli, residenti a Granada in Andalusia. L'ipotesi degli investigatori è che possano aver agito con l'aiuto una o più persone, magari esperti informatici, che la polizia per ora non è riuscita a identificare.
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