La protesta
Una provocazione: se la Juve giocasse meglio senza CR7?
E se la Juventus giocasse meglio senza Cristiano Ronaldo? So di essere un provocatore, ma la domanda delle domande mi frulla in testa dall’altra sera quando ho visto la Juve fare la Juve per la prima volta in questo campionato. Non c’era lui, caro lei, e quei ragazzotti con la maglia bianconera hanno corso, lottato, con cuore e intensità, giocando anche un buon calcio contro la Lazio, non una squadra qualsiasi. Dunque, è stata soltanto una serata di luna piena o c’è qualcosa di più e di diverso?
La risposta buonista racconta di un gruppo maturo che, in un momento delicato della stagione, senza il suo Campione di Riferimento, ha voluto metterci qualcosa in più proprio per supplire alla sua assenza, per farlo riposare tranquillo e non costringerlo a ulteriori straordinari. .C’è però anche una risposta cattivista, quella che mette una pulce tattica nell’orecchio e ti fa pensare che la grandezza di Ronaldo e il rispetto per un giocatore di questa levatura, alla fine finiscono per condizionare la manovra e quindi il gioco. In sostanza, sembra che la Juve costretta a giocare con Ronaldo e per Ronaldo sia come una bottiglia di champagne con il tappo. L’altra sera non c’era e il tappo è saltato. Di solito infatti, Ronaldo occupa ampi spazi sul fronte offensivo, i suoi movimenti devono essere assecondati dai compagni che, per cercarlo comunque, spesso provano la soluzione più difficile. Diciamolo: la manovra della Juve contro la Lazio era molto più fluida, veloce, efficace e razionale.
Chiesa (grande) e Kulusevski (anche se non al meglio) sulle loro fasce sanno cosa devono fare, attaccano negli spazi, tornano, pressano, tagliano. I centrocampisti (soprattutto Rabiot) non trovando spazi intasati hanno attaccato meglio senza palla. Perfino gli esterni bassi (Cuadrado e Bernardeschi) hanno trovato corsie aperte per le sovrapposizioni. E Morata s’è mosso per portare via difensori o per suggerire in proprio. Maggiore armonia di gioco e sviluppo più fluido sono apparsi evidenti. E quando c’è fluidità anche la corsa diventa più facile e l’imprevedibilità aumenta. Soprattutto poi, se il Campione di Riferimento degli ultimi tempi tocca la palla con meno rapidità ed efficacia e capita ti faccia perdere dei tempi di gioco.
Il tutto secondo la lingua adanesca (di Adani) che va tanto di moda. Pirlo non dirà mai nulla in proposito, ma nel disegnare il 4-2-3-1 s’è sentito più libero nello sfruttare le caratteristiche dei giocatori. E s’è visto. La risposta vera, comunque, la può dare soltanto Ronaldo. Magari domani sera in Champions vince la partita da solo e la mia domanda finisce dritta dritta nel magazzino delle cazzate calcistiche. O magari no. Comunque la parola d’ordine della Juve e del Milan è una e una sola: qui nessuno molla lo scudetto. Ibra ha portato dei fiori da Sanremo, ma di sicuro stasera l’Inter non li metterà nei suoi cannoni. —
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