La protesta
Fiorentina, si fa dura L’attacco non va e la classifica piange Ora arriva la Roma...
Brunella Ciullini
Due partite in casa di fila per cercare di archiviare prima possibile la prestazione desolante di Udine con tanto di sconfitta arrivata nei minuti finali e provare ad allontanarsi dalla zona rischio della classifica: la Fiorentina non ha alternativa dopo la battuta d'arresto che ha acuito la crisi e messo in evidenza tutti i limiti e i problemi di una squadra male assortita, che non riesce a trovare continuità (nonostante l'innegabile impegno e coinvolgimento di Prandelli subentrato a novembre) e che non sembra accorgersi della serietà della situazione (si veda l'atteggiamento dei viola al Friuli). Domani sera al Franchi arriva la Roma che non è propriamente un'avversaria facile, domenica il Parma in uno scontro salvezza vietato ai deboli di cuore. Due gare difficili e complicate per motivi diversi che si incastonano nella settimana del 3° anniversario della scomparsa di Astori (4 marzo): Pezzella e compagni non possono fallire. Perché dopo i risultati dell'ultimo turno, con il ritorno alla vittoria del Cagliari, la classifica è tornata di nuovo allarmante: proprio la squadra sarda, terz'ultima, adesso dista 7 punti e non più 10 dalla Fiorentina. Ha ragione Prandelli a non fidarsi di questo strano campionato e a sollecitare di continuo i giocatori a non abbassare la guardia, purtroppo per lui però a Udine è arrivata un'altra sconfitta, l'ottava in 12 trasferte, l'undicesima dall'inizio. Un rendimento che fa inevitabilmente scattare il campanello d'allarme se sommato poi anche ai numeri dell'attacco che con appena 25 reti realizzate è il terzo peggiore di tutta la A e che con 25 punti esibisce il peggior rendimento dalla stagione 2001-02, quella che sfociò nella retrocessione. Sono tutti furiosi e amareggiati dentro alla società raccontano le cronache viola di queste ore. Però mai come adesso la Fiorentina deve parlare sul campo. —
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