Italia
La tristezza si fa ovale Trentesimo ko di fila, anche l’Irlanda ci domina
L’Italia di Smith delude ancora; non vince da sei anni Il ct: esperienza preziosa. Mori: rialziamoci, andiamo avanti
Alessandro Cecioni
Sei anni senza vittorie, 30 sconfitte consecutive nel Sei Nazioni e un passo indietro degli azzurri sulla strada della propria identità. Contro l’Irlanda all’Olimpico finisce 48-10 per Sexton e compagni con sei mete irlandesi e una italiana. Peggio dell’ultima partita dello scorso Sei Nazioni che era finita 50-17. Irlandesi superiori nei punti di incontro, italiani più indisciplinati del solito (18 punizioni concesse e due cartellini gialli, Zilocchi e Bigi). «Sono molto deluso per il risultato – dice Franco Smith, ct azzurro a fine gara – di bene nella sconfitta c’è che abbiamo aggiunto esperienza. E’ vero che nei punti di incontro abbiamo subito, l’Irlanda è arrivata agguerrita per le sconfitte che aveva subito, tutti sono aggressivi contro di noi, perché una sconfitta con l’Italia mette gli allenatori sotto pressione. Al momento sono più forti di noi, ma stiamo lavorando perché il divario si assottigli». «C’è poco da dire dopo una sconfitta così – dice il l livornese Federico Mori, centro azzurro, entrato nel secondo tempo al posto di Brex – dobbiamo imparare dai nostri errori e provare a crederci, fare bene il nostro lavoro, alzare la testa e guardare avanti».. Di positivo per gli azzurri la capacità di reagire in doppia inferiorità numerica, gli irlandesi in quindici contro tredici non sono riusciti a segnare punti, e anche la voglia di attaccare palla in mano, meno incisiva, però, che contro l’Inghilterra. «Abbiamo anche difeso bene nelle maul da touche – dice ancora Smith – che sono uno dei punti di forza degli irlandesi. Contro di noi, da quella fase, non sono riusciti a segnare”. Di negativo l’incapacità di superare la linea del vantaggio e di dare continuità alle azioni. Bigi si conferma il miglior difensore con 16 placcaggi insieme a Negri, 15, e Lamaro 14. Diminuisce la percentuale di errori azzurri in difesa, 26 su 167 placcaggi, ma molti sono quelli inutili, a giochi fatti, con off-load degli avversari che portano avanti il pallone. Bella la meta azzurradi Mayer venuta da una bella intuizione sulla chiusa di Garbisi che supera con le braccia Sexton che lo placca e ricicla sulla terza linea azzurra che di slancio entra in meta, un piccolo lampo nel buio per il momentaneo 10-27 della fine del primo tempo che comunque teneva ancora gli azzurri in partita. Purtroppo nel secondo tempo il solco si è scavato e l’inferiorità numerica è costata molte energie agli azzurri. Nell’altra partita di giornata vittoria del Galles 40-24 sull’Inghilterra. —
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