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61 ANNI, CANDIDATO PER LA PRESIDENZA FEDERALE 

Azzi, c’è un lucchese che punta al vertice «Così la scherma proverà a ripartire»

Michele Citarella
Azzi, c’è un lucchese che punta al vertice «Così la scherma proverà a ripartire»

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Michele Citarella

La scherma al centro di tutto, sia come strumento per dare lustro all’Italia alle prossime olimpiadi di Tokio e di Parigi, sia come occasione di promozione sociale con l’appoggio alle attività svolte dalle associazioni presenti sull’intero territorio nazionale. Questi i programmi di Paolo Azzi, 61 anni, lucchese, candidato alle elezioni che si terranno oggi pomeriggio per la presidenza nazionale della Federscherma. Un ruolo di prestigio, in una disciplina che da anni porta ai massimi livelli lo sport italiano grazie ai successi dei vari Aldo Montano, Enrico e Daniele Garozzo e Valentina Vezzali (solo per citarne alcuni). Azzi è dentro la scherma fin da bambino. «E’ una passione che nasce negli anni delle elementari, quando rimasi entusiasta dei successi di un compagno di classe. Guardavo le sue coppe e ascoltavo quello che mi raccontava e chiesi ai miei genitori di frequentare la palestra di scherma. Superata l’incertezza iniziale, i genitori acconsentirono. Sono stato atleta, dirigente sportivo, arbitro ed eccomi a 61 anni candidato per prendere il posto di Giorgio Scarso, in carica da sedici anni». Nel corso degli anni, l’atleta Azzi si toglie qualche soddisfazione, con due finali europee e due titoli nazionali nel fioretto. Finita la carriera agonistica, Azzi fa convivere famiglia, lavoro e passione sportiva: nel 1986 diventa arbitro, dirigendo sfide di Mondiali, Europei e Universiadi. Accantonando il passato, Azzi presenta il suo programma: «Io e la mia squadra di collaboratori puntiamo in particolare a tre aspetti. Innanzitutto, c’è da pensare la ripartenza post covid. Le attività stanno riprendendo pian piano con attività che per un po’ saranno senza pubblico e con numero ridotto di atleti. Sarà importante sostenere le società del territorio nelle loro iniziative e attività di propaganda. Dobbiamo individuare forme di intervento a sostegno di società, atleti, tecnici, arbitri, al fine di ricondurre la scherma ad una situazione di normalità e operatività. Non appena sarà possibile, riprenderemo il programma di attività agonistica per la parte restante della stagione, adattando formule e dimensione numerica delle competizioni in funzione dei protocolli e delle normative in vigore al momento, senza escludere la possibilità di un prolungamento della stagione. Punteremo ad assegnare i titoli nazionali delle varie specialità e categorie, con la speranza di poter anche allestire il Gp Giovanissimi prima della pausa estiva». Altro aspetto è la scherma dei big, con le Olimpiadi di Tokio e di Londra (2024): «Emozioni bellissime, che ho vissuto da capodelegazione a Londra e Rio. Faremo di tutto per mettere i nostri atleti nelle migliori condizioni». Infine l’attenzione agli atleti paraolimpici: «Voglio creare un gruppo di lavoro dedicato, che si attivi per iniziative insieme all’Inail». —

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