La protesta
Il forte vento rallenta il Genesis di golf Molinari recupera posizioni
In California il grande protagonista del “moving day” del The Genesis Invitational di golf è stato il vento, che ha provocato un ritardo di 3 ore e 54 minuti alla gara. A Pacific Palisades, distretto occidentale di Los Angeles, raffiche fino a 35 miglia orarie, con il Pga Tour che, per la prima volta dal 2016 (ultimo round del Farmers Insurance Open), è stato costretto a fermare la gara appunto proprio a causa delle raffiche di vento.
Poi, dopo un lungo stop, di nuovo tutti sul green prima dell’arrivo dell’oscurità, con 23 giocatori che sono stati chiamati ad ultimare il terzo round.
Dopo avere dominato i primi due giri Sam Burns (che vantava cinque colpi di vantaggio su un quartetto di inseguitori) nelle prime 13 buche del “moving day” ha fatto registrare 3 bogey e un birdie. Sul “+2” di giornata, con un punteggio provvisorio di “-10”, l’americano deve adesso guardarsi le spalle dall’inglese Matthew Fitzpatrick, secondo con “-8” e una buca del terzo giro da completare.
Tra i big, è in piena corsa per il titolo anche Dustin Johnson. Lo statunitense, leader mondiale (e campione del The Genesis nel 2017), è terzo con “-7” e come Burns dovrà giocare ancora cinque buche prima di poter cominciare il quarto giro.
Situazione analoga per Max Homa, con loro pure un altro americano, Wyndham Clark, rientrato però in Club House dopo 15.
Sul percorso del Riviera Country Club (par 71) , che nel 2028 sarà il campo di gara, sponda golf, delle Olimpiadi di Los Angeles, Francesco Molinari è in rimonta. Quarantesimo dopo il secondo round, l’azzurro è ora al dicannovesimo posto con 211 (68 73 70, -2) dopo un parziale chiuso in 70 (-1). Tre birdie e due bogey per il fuoriclasse torinese, che è riuscito a firmare un giro sotto il par nonostante le grandi difficoltà derivate dal forte vento.
Stesso score anche per lo spagnolo Jon Rahm, numero 2 nella classifica mondiale.
E adesso in California parte la corsa finale per conquistare il titolo. Prima il completamento del terzo giro, poi appunto l’ultima volata. In un evento di livello assoluto che mette in palio un montepremi complessivo che vale qualcosa come oltre nove milioni di dollari (nove milioni e 300mila per la precisione). —
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