Lutto
Nell’Empoli dei tanti gioielli il più ambito diventa Dionisi
Non ci sono più solo i giovani talenti a suscitare l’interesse degli uomini-mercato Attorno al tecnico stanno aumentando le attenzioni di procuratori e osservatori
David Biuzzi
EMPOLI. Lorenzo de’ Medici lo aveva capito e lasciato ai posteri nella sua “Trionfo di Bacco e Arianna”: chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza. Già, oggi nessuno può sapere come andrà a finire la stagione dell’Empoli. Ma più di 25 partite consumare tra campionato e Coppa Italia due cose le hanno già raccontate. La prima è che va meglio di quanto si potesse prevedere, la seconda è che ci sono tanti padri (come per ogni vittoria, si sa) ma anche un nome e cognome ben stampato in calce a questa avventura. Ovviamente quello di Alessio Dionisi.
Sì, ovviamente. Perché al di là dei singoli gioielli e gioiellini che gli azzurri stanno esponendo in vetrina, a colpire è proprio l’Empoli. Nel senso di squadra, di gruppo. Che gioca, lotta e a volte sbaglia anche. Ma sempre (o quasi sempre) insieme, come collettivo. E quando un’orchestra funziona è chiaro che chi tiene la bacchetta in mano, il direttore, finisce per prendersi gli applausi e la scena. Proprio quello che accade.
Risultati, qualità del gioco e carta d’identità (Dionisi compirà 41 anni il prossimo primo aprile) pongono automaticamente il tecnico di Piancastagnaio ai vertici della lista degli emergenti e proprio nelle ultime settimane si sono registrati i primi movimenti attorno al suo nome. Si tratta, nello specifico, di un giro di procuratori che in più modi e a più riprese stanno cercando di prendere contatti con il rampante condottiero dell’Empoli o con chi gli gravita attorno.
E gli agenti, di solito, non si muovono per caso. Se stanno cercando Dionisi, cioè, è segno che attorno a Dionisi c’è un certo interesse. Sensazione forte e confermata anche dal sempre maggiore numero di osservatori che stanno seguendo, dal vivo, le partite degli azzurri. Inviati, ovviamente, dal club del piano superiore. Anche di media importanza. L’allenatore, insomma, è osservato e studiato come e forse anche di più di alcuni dei suoi giovani talenti (come il classe 2001 Samuele Ricci, il classe 2000 Fabiano Parisi e il classe 1999 Nedim Bajrami). E il posto al tavolo delle grandi per lui sembra davvero vicino. Con o senza l’Empoli. Con cui, ad ogni modo, è sotto contratto anche per il prossimo anno. Visti i movimenti attuali, insomma, almeno per ora più che i dirigenti azzurri deve preoccuparsi l’agente Augusto Carpeggiani, che lo ha assistito nella non semplice operazione con il Venezia della scorsa estate.
Lui, invece, ora sembra comunque avere pensieri e occhi solo il suo Empoli. C’è un lavoro da finire, insomma, e un derby alle porte, quello di Pisa, che oggi è sicuramente il suo unico pensiero. —
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