La manifestazione
Nella casa popolare tra infiltrazioni e muffa
L’appello della famiglia Di Michele: «Non ce le facciamo più». Publicasa: «Il tetto è sano e non c’è il pericolo amianto»
Martina Trivigno
VINCI. Paola Di Michele lo denuncia da anni perché ha paura. Teme che quelle infiltrazioni dal tetto portino, in casa sua, sostanze cancerogene.
«Nel tetto c'è l'amianto», dice. Lei vive in un alloggio popolare di via Val Gardena, a Vinci, all'interno di un complesso che ospita in tutto 24 appartamenti. «Tutto il terzo piano è ridotto così: la situazione è insostenibile – prosegue la donna – muffa, umidità, l'aria resa irrespirabile. Siamo disperati».
E, in effetti, basta alzare gli occhi al soffitto per rendersi conto delle condizioni in cui versano le pareti dell'appartamento. Nella parte bassa, l'imbiancatura è intatta, ma più lo sguardo sale più compaiono macchie che poco spazio lasciano all'immaginazione. Ovunque: in cucina, nel bagno, in camera da letto. Una situazione che Paola Di Michele - che vive lì dal 2012 - aveva già denunciato, in passato. Ma Publicasa, il gestore di quegli alloggi popolari, aveva tagliato corto: «Negli ultimi anni abbiamo speso 2,2 milioni per rimuovere l’amianto da tetti e pareti. E c’è già un piano da 1,8 milioni per continuare con gli interventi. Che però non riguarderanno gli immobili di via Val Gardena, dove la copertura è sana. Le infiltrazioni, semmai, dipendono dalle grondaie. I residenti possono stare tranquilli».
Peccato che loro, i residenti, non ce la facciano più a vivere in quelle condizioni. «Abbiamo sollecitato più volte Publicasa, chiedendo di risolvere una volta per tutte la questione – sottolinea l'inquilina – abbiamo inviato decine e decine di mail, ma nulla. La situazione è sempre la stessa. Con una vicina di casa che si è ridotta, addirittura, a raccogliere in un secchio l'acqua che gronda dal soffitto. Spesso, soprattutto quando piove, ci ritroviamo con il pianerottolo allagato».
Paola Di Michele racconta anche di aver speso diversi soldi, di tasca sua, per cercare di tamponare la situazione. «Ma se il problema non verrà risolto alla radice, non ho intenzione di continuare a spendere soldi senza ottenere risultati – sottolinea la donna, esasperata – non voglio dover ricomprare i mobili ogni anno perché si sciupano e si riempiono di muffa e tarme. E non voglio neppure che si continui a respirare quest'aria malsana. Dopo molti anni, è arrivato il momento di mettere un punto alla questione, una volta per tutte. Non chiediamo niente se non di poter vivere in modo sereno – conclude – chiediamo a Publicasa di dare avvio ai lavori di ristrutturazione del tetto: di bonificarlo, se davvero, come pensiamo, si tratta di amianto. E di fare in modo di risolvere il problema delle infiltrazioni dell'acqua. Così non è più possibile andare avanti. Le famiglie del terzo piano del complesso di via Val Gardena sono disperate. E' arrivato il momento di raccogliere il nostro grido di protesta. Non è umano lasciare che le persone vivano in quelle condizioni. Nessuno lo meriterebbe». —
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