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Le vele “segrete” dall’Italia: così Luna Rossa è diventata la più veloce

Sandro Lulli
Patrizio Bertelli; Max Sirena; Un momento della sfida tra Luna Rossa e Ineos Uk nel golfo di Hauraki
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Patrizio Bertelli; Max Sirena; Un momento della sfida tra Luna Rossa e Ineos Uk nel golfo di Hauraki

Arrivato prima delle regate un nuovo set di foil, e la barva vola. Bertelli, l’uomo che sa vedere oltre: scoprì Sirena in una regata a Livorno

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Osservate bene: quella di Luna Rossa è una strabiliante danza tra le onde del golfo di Hauraki, dinanzi a Auckland, fatta di evoluzioni, anche rischiose, che però danno l’impressione di un qualcosa di perfetto e predefinito, come se Francesco Bruni e James Spithill timonassero su una pista “Playmobil”, dove le auto in miniatura stanno incollate alla carreggiata con un magnete. Eppoi, ancora una volta, a colpire è il fascino: da vent’anni questa barca appaga lo sguardo, emana un’attrazione e un carisma che gli altri non hanno.

CHE FASCINO

E le creature di Patrizio Bertelli, che nascono anche con l’humus della moda e il senso del bello, ne hanno così tanto da offuscare le altre concorrenti. Poi in questa edizione di Coppa America dietro lo scafo c’è di più: “motore” e prestazioni da urlo. Mandati a casa gli Usa di American Magic con un secco 4-0 nonostante al timone avessero il mito Dan Barker che si è persino capovolto per star dietro alla Luna; per ora, nella finale della Prada Cup, è già maturato un altro 4-0, questa volta inflitto agli inglesi di Ineos Uk (al timone il pluriolimpionico Ben Ainslie), ripagati in egual moneta dopo le sconfitte nella fase iniziale delle eliminatorie che manderanno in finale con i detentori, i “mostri” di New Zealand.

QUATTRO MOSSE

Luna Rossa, paradossalmente, una ventina di giorni fa ha tratto beneficio dalle sconfitte iniziali con Ineos Uk e dalla “condanna” alla semifinale con American Magic. Innanzitutto perché ha potuto fare ulteriore esperienza con altre quattro regate, ma al contempo il team italiano ha avuto pure la possibilità di testare le novità arrivate a tempo di record dall’Italia. Nuovo set di foil (le ali), nuove vele più “grasse” con modifica all’albero per migliorare il trim delle vele. Eppoi modifiche nella comunicazione tra gli uomini a bordo. E con queste quattro variazioni la velocità è stata incrementata del 20% senza scalfire l’affidabilità.. Ma non è finita, Max Sirena, skipper e Team director di Luna Rossa, ha confidato che arriveranno altre novità, carte da giocare eventualmente nella finalissima. Ed ha ammesso: Questa per me è la prima Coppa America da capo del team e mi piacerebbe tantissimo battere un timoniere forte come Ben Ainslie capace di vincere quattro ori alle Olimpiadi, ma ora restiamo concentrati, non possiamo permetterci errori». Un Ben Ainslie che per adesso può solo consolarsi con il record di velocità di Ineos Uk: 50,29 nodi, cioè 93,137 chilometri orari. Questa è la nuova frontiera della vela.

VARIANTE ITALIANA

La Nuova Zelanda cerca di fronteggiare l’epidemia ed entra in lockdown a causa della variante inglese del Covid. Le gare si fermano, per almeno tre giorni. Ma in acqua però c’è la “variante italiana”. Perché la barca britannica è sotto per 4-0 ed è un po’ come quando nel calcio andammo a vincere a Wembley nel novembre del 1973 con un gol di Capello all’86’, oppure quando nel febbraio del 1997 li beffammo con Zola nelle qualificazione dei mondiali, cosa che ci riuscì anche a giugno 2014 pure con Marchisio e Balotelli. Dunque la vela inglese è sotto choc, sorpresa dalla metamorfosi di Luna Rossa. Ineos Uk neppure nella seconda regata di sabato, quella con vento forte _ che più gli si addice _ è riuscito a dettare legge e questo ha gettato i velisti britannici nel panico ed hanno anche rischiato di scuffiare nel tentativo di forzare. Ora Luna Rossa è a tre vittorie dal successo e dalla possibilità di battersi in finale con New Zealand.

BERTELLI DA OSCAR

Nessuno può sapere come finirà. Però se c’è una persona che meriterebbe di alzare l’ex Coppa delle 100 Ghinee al cielo questa è Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada, che insegue il sogno da fine 1999 ed è alla sesta partecipazione in Coppa America. La sua storia di Bertelli è fatta di passione e amore per la vela, sport che scoprì negli Anni Settanta a Castiglione della Pescaia per merito di Vasco Donnini, geniale progettista e velista toscano. Poi il grande salto da armatore quando il “re della moda” nel 2000 debutta con Luna Rossa in Coppa America e da quel giorno non si è più fermato. Una passione che lo ha portato e lo porta anche a spese pazzesche. Tempo fa mi ha colpito una sua dichiarazione: «Siamo riusciti a far capire che il nostro, come invece volevano far intendere i maligni, non era un investimento di comunicazione ma solo di autentica passione, mirata ad ottenere un obiettivo…». E mai come adesso questo “obiettivo” potrebbe essere centrato. Certo c’è ancora da battere gli inglesi nella Prada Cup (che su iniziativa di Bertelli ha sostituito la Louis Vuitton Cup), poi sarà battaglia con i kiwi. Ma battaglia alla pari, alla quale Luna Rossa si presenterà al top della messa a punto della barca.

ARIA TOSCANA

Una curiosità: sapete dove avvenne il debutto del romagnolo Max Sirena nel team di Luna Rossa? A Livorno. Infatti fu fatto ingaggiare da Antonio Marrai, livornese, allora responsabile dello shore team, oltre vent’anni al servizio dell’imprenditore aretino. «Lo avevo visto regatare e lo segnalai a Bertelli…». Max Sirena quindi 1999 venne a dare una mano quando al porto sbarcarono Mighty Mary, Kanza e America3 , reduci dalla Coppa, acquistate da Bertelli per fare allenare i suoi velisti in vista della prima partecipazione in Coppa America.

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