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La favola dello Spezia e il suo bimbo prodigio. Berna, dove sei finito? Il nostro pagellone

alessandro bernini
La favola dello Spezia e il suo bimbo prodigio. Berna, dove sei finito? Il nostro pagellone

Una squadra data per spacciata che ora si esalta coi suoi ragazzi. Sci: non ne gira una giusta per la nostra nazionale. I voti al weekend sportivo da 10 a 0

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Una bella pagina di calcio. Quando nel precampionato si dava uno sguardo alle rose, l’unico dubbio sulla Spezia era la data. Già, la data di retrocessione. E invece a metà febbraio ci troviamo con la squadra di Italiano tredicesima, con 9 punti dalla terzultima, davanti a squadre del calibro di Torino, Fiorentina, Udinese, Cagliari. Un piccolo miracolo con la firma di Vincenzo Italiano, allenatore in rampa di lancio.

Ma è bello vedere che in questo calcio di plusvalenze e debiti, ci sia ancora la possibilità di vivere delle piccole favole. Come quelle ad esempio di Simone Bastone, spezzino doc, che andava in curva a tifare i suoi colori e ora in serie A si permette di segnare un gran gol al Milan. E come quella di Giulio Maggiore, pure lui a segno col Milan, pure lui cresciuto nel vivaio degli aquilotti. Applausi.

Simone Bastoni (difensore Spezia)
10
- È il giocatore simbolo di uno Spezia che non finisce di stupire. Lui, 24 nni, nato a Spezia, cresciuto nelle giovanili dello Spezia, che debutta in serie A con lo Spezia, che segna in maglia Spezia e fa vincere la sua squadra contro la capolista Milan.Sembra quasi una favola quella di Simone Bastoni e invece e semplice realtà. Partita sontuosa la sua con la ciliegina di un gol di sinistro fantastico. Impressionante l’intensità e la qualità della partita dello Spezia contro un Milan letteralmente asfaltato.

Luna Rossa (vela: Prada Cup)
9
- Uno spettacolo davvero emozionante. Luna Rossa continua nel migliore dei modi la finale della Prada Cup, la competizione che designerà il challenger di Emirates New Zealand. Ad Auckland, l’imbarcazione italiana ha sconfitto altre due volte in altrettante regate i britannici di Ineos di Ben Ainslie, portandosi così sul 4-0. Luna Rossa ha ottenuto la prima vittoria con un vantaggio di 13 secondi e nella seconda ha fatto ancora meglio chiudendo con un vantaggio di 37 secondi.

Romelu Lukaku (attacante Inter)
8
- È straripante. A volte sembra davvero che a livello fisico lui faccia un altro sport rispetto agli avversari. Avete visto il gol del 3-1 di ieri sera? Pazzesca l’accelerazione con la quale ha sverniciato Parolo per poi servire a Lautaro una palla da accompagnare in rete. In quel gol c’è tutto ma non è tutto. Perché nella serata in cui l’Inter torna in vetta superando la Lazio, Lukaku firma la doppietta che lo porta a 16 gol in questo campionato, affiancando sul trono Cristiano Ronaldo.

Fognini (Tennis: Australian Open)
7
- Ancora lampi azzurri di grande tennis. Dopo Matteo Berrettini anche Fabio Fognini si qualifica per gli ottavi di finale degli Australian Open, prima prova stagionale del Grande Slam. Il ligure, numero 17 del mondo e 16 del seeding, ha travolto l’australiano Alex De Minaur, numero 23 ATP, in tre set con il punteggio di 6-4, 6-3, 6-4 in 2 ore e 9 minuti di gioco. Nel prossimo turno Fognini troverà Rafa Nadal che si è sbarazzato dell’inglese Cameron Norrie. Berrettini invece affronterà Stefanos Tsitsipas.

Ettore Messina (basket: allenatore Armani Milano)
6
- Quando sei più forte, vincere è quasi nornalità. Ecco perché un 6 e non un voto magari più alto per Ettore Messina e per la sua Armani che ieri hanno trionfato nella finale di Coppa Italia contro Pesaro (87-59). Per Milano è il secondo trofeo stagionale, dopo aver conquistato a settembre la Supercoppa. Per Messina è l’ottava Coppa Italia vinta in carriera. Il tutto mentre la squadra continua ad essere gran protagonista in Eurolega ed è capolista in campionato con 15 partite vinte e appena 2 perse.

Eusebio Di Francesco (allenatore Cagliari)
5
- Non si può dire che ieri abbia avuto fortuna. Perché quando prendi gol al 90’ dopo aver lasciato davvero le briciole a una big come l’Atalanta, beh, hai mille buone ragioni per recriminare. Ma resta il fatto che il Cagliari, visto l’organico, vale molto di più della sua attuale classifica. E se addirittura rischia la serie B, non possono non esserci delle colpe da parte dell’allenatore. Tra l’altro a Di Francesco sono state anche rinforzate le spalle, col prolungamento del contratto nonostante la penuria di risultati. Ma la mossa non ha dato gli effetti sperati.

Dominik Paris (nazionale sci)
4
- Non ne gira una giusta per la nostra nazionale. E così i mondiali di sci a Cortina ci lasciano per ora a secco di medaglie nonostante le ambizioni e le speranze fossero ben diverse. Prendete ad esempio Dominik Paris: si è presentato al cancelletto di partenza con i favori del pronostico, era stato il più veloce in prova, aveva vinto l’ultima discesa libera prima dei mondiali. E invece, dopo essere rimasto nei primi due intermedi, è andato lungo e ha perso la linea accumulando un ritardo che gli è costato l’addio al podio e un quarto posto pieno di rimpianti.

Bartlomiej Dragowski (portiere Fiorentina)
3
- Ci sono sempre grandi discussioni attorno a Bartlomiej Dragowski, portiere polacco della Fiorentina. Spesso fa grandi parate ma talvolta hai dei vuoti inquietanti. Stavolta c’è il suo zampino in negativo sull 1-0 di Keita Balde a Marassi contro la Sampdoria. Tutto nasce da un calcio d’angolo battuto da Ramirez sul primo palo: l’ex Inter e Lazio si butta sul pallone mentre Dragowski e Vlahovic non si intendono lasciando tutto lo spazio possibile all’attaccante blucerchiato che incorna facilmente in rete.

Federico Bernardeschi (attaccante Juventus)
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- Mai decisivo, mai un guizzo, mai che lasci il segno nella partita. Federico Bernardeschi sembra talvolta un lusso che la Juventus non può permettersi. Sempre che di "lusso" si possa parlare visto che le prestazioni sono spesso insufficienti. Controil Napoli ha firmato la sua presenza numero 28 in stagione, ma ancora è stato impalpabile. Ha una media di 34 minuti a partita e non ha ancora segnato. Anche a Napoli 63 minuti di presenza in campo, neanche un tiro in porta e ben 14 palle perse. Dov’è finito l’ex gioiello viola?

Stefano Pioli (allenatore Milan)
1
- Partiamo da un presupposto Nessuno immaginava che a questo punto della stagione il Milan fosse lassù. Nessuno. E dunque tanto di cappello a Pioli e alla sua squadra. Ciò non toglie che il ko di Spezia è stato davvero una pagina negativa sotto ogni profilo, a partire dalla prestazione. Travolgente l’intensità dello Spezia, molle e prevedibile il Milan che non ha mai dato la sensazione di essere una capolista sul campo di una neopromossa. E come Pioli si è preso gli elogi per aver fatto grande il Milan, stavolta si prende le critiche per un tonfo inatteso.

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