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sci: i campionati mondiaLI DI CORTINA 

Discesa amara per gli azzurri, Paris solo quarto. Oro a Kriechmayr

Daniele Conti
Discesa amara per gli azzurri, Paris solo quarto. Oro a Kriechmayr

L’austriaco bissa il successo ottenuto nel SuperG. Argento al tedesco Sander, bronzo per Feuz, 6° Innerhofer

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Il tricolore nel cielo di Cortina, regalato dalla spettacolare pattuglia acrobatica delle frecce un’ora prima dell’inizio della gara, non si è visto sventolare alla cerimonia di premiazione della discesa libera maschile. Dominik Paris (4°) e Christof Innerhofer (6°) sono bravi, ma non sono riusciti a salire sul podio. Sfumata, così, la possibilità di vedere 70 anni dopo Zeno Colò un altro italiano vincere una discesa ai campionati mondiali.

È l’austriaco Vincent Kriechmayr, fresco vincitore iridato nel SuperG, a conquistare un’altra medaglia d’oro nella disciplina regina dello sci alpino. Nella storia era riuscito solo a campioni come Bode Miller nel 2005 a Bormio e Hermann Maier a Beaver Creek nel 1999 di imporsi nelle due gare veloci di uno stesso mondiale. Partito col pettorale numero 1 il trentenne di Linz ha saputo interpretare alla perfezione il difficile tracciato della pista Vertigine cercando di anticipare alla perfezione le due porte direzionali prima del salto. Poi ha lasciato correre gli sci senza commettere il minimo errore, tanto da imporsi con uno strepitoso tempo di 1’37” 79 quasi due secondi in meno rispetto al miglior tempo fatto registrare da Paris il giorno precedente nelle prove cronometrate. Argento per il tedesco Andreas Sander, distaccato di un misero centesimo, mai salito sul podio in una gara di Coppa del mondo. Come i suoi avversari è capace di un’incredibile accelerazione tanto da riuscire in 5” 5 ad arrivare a una velocità di 100 Km orari, un jet man paragonabile alla più performante Audi E Tron. Completa il podio lo svizzero Beat Feuz, recente vincitore delle due discese di Kitzbuhel, che come Paris perde vari decimi nel tratto centrale ma recupera oltre mezzo secondo dal salto Ghedina sino all’arrivo. Si deve accontentare del bronzo come a Beaver Creek 2015 dopo l’oro di Sankt Moritz 2017.

Come detto l’Italia rimane senza medaglie nonostante “Domme” ne avesse le possibilità. Subito dopo la partenza si scompone sul primo salto e perde la giusta concentrazione, scivola in basso ed è costretto a risalire. Lascia oltre un secondo e ogni velleità di vittoria. Amareggiato a fine gara dichiara: «Non sono riuscito a fare quello che avrei voluto. Peccato, l’avevo ben chiaro in testa ma non sono riuscito a tradurlo in pista. Ho fatto fatica sui tornanti e l’entrata nella traversa mi ha portato un po’ in basso. Bisognava fare bene dal primo all’ultimo metro, è andata così e non possiamo porre rimedio» La delusione si sente nella sua voce, il rammarico di un oro mancato ai Mondiali come due anni fa ad Are. Allora fu la nebbia a giocare a suo sfavore, qua a Cortina invece è stato un suo errore. Sesto posto per un convincente e coraggioso Innerhofer. «Ho fatto un’altra bella gara, purtroppo le condizioni della neve così aggressiva e invernale non erano quelle adatte per me, meglio di così non potevo fare. Ai Mondiali contano solo le medaglie, quelle tre conquistate 10 anni fa a Garmish sono un lontano ricordo, ma sono pronto a gareggiare ancora e dimostrare il mio valore» . Modesta 24ª posizione per Matteo Marsaglia, mentre Florian Schieder è caduto lungo il tracciato ed è stato trasportato in ospedale per accertamenti a un ginocchio. Oggi sono in programma la disputa delle due combinate maschile e femminile rinviate la scorsa settimana per il maltempo. —

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