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C’era una volta il rinvio

Francesco Donzella
Pep Guardiola
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Pep Guardiola

La rivoluzione di Guardiola sta contagiando tanti tecnici

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Un film già visto, che a ogni rimessa dal fondo scorre nelle menti dei tifosi: il portiere gioca la palla corta al difensore (notoriamente il più scarso tecnicamente della squadra) che sbaglia a calibrare un passaggio facendo saltare una o più coronarie sugli spalti, palla persa in area e gol avversario. Non sarebbe meglio un bel lancio lungo verso l’attaccante, abituato a fare la guerra in aria ai difensori, e a riciclare palloni sporchi, allontanando la palla dalla zona calda?

Sono sempre di più coloro che ritengono la costruzione dal basso un vezzo estetico che alcune squadre si prendono, invece di badare al sodo; ad ogni gol subìto a causa di un errore nella costruzione, si rinnova la discussione tra i promotori di questo strumento tattico, e coloro che vorrebbero cominciare l’azione come si è sempre fatto fino all’avvento di Guardiola, ovvero con una palla contesa oltre centrocampo.

Il primo punto a favore del gioco dal basso si trova proprio qua: una palla contesa oltre centrocampo non permette alla squadra che batte di mantenere il possesso, rendendo la rimessa dal fondo una situazione "neutra". La costruzione bassa invece permette di mantenere il possesso e di gestire l’azione come meglio crede l’allenatore.

L’idea di costruire l’azione partendo dal portiere nasce come evoluzione tattica in risposta alla tendenza ormai consolidata del pressing; le squadre che cercano di pressare si alzano sul campo lasciando spazi importanti alle proprie spalle, specie se decidono di contendere la palla a squadre che costruiscono dal portiere, alzandosi fino a metà campo con i giocatori di movimento.

È una scommessa che contrappone grandi rischi (ovvero regalare il pallone agli avversari con un passaggio sbagliato vicino alla propria porta) a grandi vantaggi: se gli avversari pressano la costruzione dal basso scegliendo di mantenere una superiorità numerica in difesa per non scoprirsi troppo, la squadra in possesso può giocare il pallone sfruttando l’uomo in più nella zona di costruzione per cercare di uscire dal pressing e abbassare gli avversari, guadagnando decine di metri di campo mantenendo il possesso palla e creando occasioni da gol.

Altre volte invece le squadre avversarie pressano in parità numerica (una tendenza che, seguendo l’esempio di Gasperini, sta iniziando ad attecchire anche in Italia, con Milan e Inter tra le altre a seguire questo filone "estremista"), per cui ci sarà meno spazio per giocare il pallone vicino al portiere, ma gli spazi dietro la difesa saranno ancora maggiori; se alcune squadre ricorrono ad un maggiore utilizzo del portiere (che ricrea la superiorità numerica in zona palla fondamentale per l’uscita dal pressing) con la palla tra i piedi, in questo caso il ricorso al caro vecchio lancio lungo è talvolta ricercato anche dai puristi della costruzione bassa per superare i difensori avversari e lanciare i giocatori offensivi in campo aperto.

Negli ultimi campionati gli allenatori che han deciso di perseguire questa strada accettando di subire qualche gol per errori tecnici sono aumentati esponenzialmente; se Roberto De Zerbi è il tecnico più guardiolista in Serie A, anche allenatori navigati come Conte o Gattuso cercano di far iniziare il gioco dal basso per aprire spazi per giocatori fenomenali negli spazi aperti come Lukaku o Lozano, mentre altri allenatori hanno cambiato i portieri delle loro squadre in base alle loro capacità con la palla tra i piedi. Ospina, che nel Napoli si contendeva il posto con Meret, se lo è definitivamente aggiudicato grazie alla sua capacità di giocare il pallone sotto pressione, mentre Reina è diventato fondamentale per il gioco della Lazio con le sue abilità tecniche nel lungo e nel corto, consolidando il possesso dei biancocelesti e aprendo a catena spazi per le punte esaltando le qualità migliori della rosa.

La costruzione dal basso continuerà a dividere le masse ogni volta che un difensore sbaglierà un passaggio e a porre interrogativi tra i tifosi sull’effettiva utilità di passarsi il pallone vicini alla propria porta; è sicuro che questa scelta tattica continuerà ad essere perseguita perché i vantaggi sono superiori rispetto agli svantaggi, come è altrettanto sicuro che dagli spalti, quando torneranno gremiti, si alzerà ancora l’urlo disperato di qualche tifoso che chiede di spedire il pallone nel parcheggio invece di rischiare. --

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