Sicurezza
Le antiche ruggini e nessuno si scuserà
Non meravigliarsi mai di niente e aspettarsi sempre di tutto è più di un consiglio, nel calcio quasi una regola
Non meravigliarsi mai di niente e aspettarsi sempre di tutto è più di un consiglio, nel calcio quasi una regola. Ma che la coppa Italia potesse diventare una sorta di O.k. Corral del pallone è una cosa che supera l’immaginazione. Proprio la coppa Italia, quella fastidiosa e insignificante coppetta, d’improvviso s’è trasformata in un duello personale e collettivo, fino a diventare un posto pericoloso e vergognoso dove tirar fuori rancori, rivalità e frustrazioni. O consumare antiche vendette, come nel Far West appunto.
Quindici giorni fa Ibra e Lukaku, l’altra sera mezza Juve e mezza Inter hanno dato vita a uno spettacolo del quale avremmo fatto volentieri a meno. Certi episodi degni dei peggiori reality forse hanno alzato l’audience, sicuramente hanno abbassato il livello di uno sport che già faticava a rimanere entro i limiti della decenza e dell’etica. E non per voler fare i bacchettoni o gli inutili moralisti, semplicemente stiamo parlando in nome per conto della civiltà e del rispetto di valori imprescindibili.
Con un’aggravante, i protagonisti non sono ragazzotti ai quali in campo va giù la catena (può capitare), ma giocatori maturi, simboli del pallone come Ibra o Lukaku, e pure Bonucci, presidenti che si portano dietro una storia come Andrea Agnelli, dirigenti di lungo corso come il campione del mondo Oriali e Paratici, allenatori famosi come Antonio Conte, fra l’altro ex Ct della Nazionale.
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E non chiedetemi da quale parte stiano le colpe o le ragioni: chi più, chi meno, hanno sbagliato tutti. Ma se potete, non chiedetelo neppure a voi stessi, non mettetevi da una parte o dall’altra in nome e per conto del tifo personale. Credo che nessun tifoso vero possa essere gratificato da certi episodi o contento di essere rappresentato da chi, come nella faida di Torino, danneggia l’immagine di Juve e Inter, due club fra i più importanti al mondo. Forse proprio questo, oltre al pudore, hanno colpevolmente dimenticato i protagonisti negativi di questa vicenda: gli stadi vuoti ingigantiscono gli effetti visivi e sonori, i social fanno il resto. Il danno a tutto il calcio italiano è irreparabile. E nessuno provi a derubricare i fatti in “cose di campo” perché il campo è altra roba. Adesso? Servirebbero scuse immediate, ma non arriveranno. Ho aspettato inutilmente che Inter e Milan facessero stringere la mano a Ibra e Lukaku. Niente.
Purtroppo non succederà nulla neppure fra Conte e Agnelli, soprattutto fra la Juve e Inter, società con milioni di tifosi ai quali non dovrebbero permettersi di mandare certi messaggi esplosivi. Se sotto la cenere del pallone il fuoco continuerà a restare vivo, le responsabilità morali diventeranno evidenti.
Di questo dovremmo preoccuparci e proprio per questo gli arbitri Mariani e Chiffi, gli ispettori federali e chi dovrà riferire e giudicare spero non facciano gli struzzi e prendano provvedimenti esemplari. Ora basta.
E se poi Andrea Agnelli volesse un consiglio non richiesto, almeno si ricordi di mettere la mascherina… aiuta anche in certi casi. —
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