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IL PALLONE SULLA APP 

Le interruzioni sul più bello e copertura inadeguata: tutti i problemi della rete

Tommaso Silvi
Le interruzioni sul più bello e copertura inadeguata: tutti i problemi della rete

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Tommaso Silvi

«Ottimo pallone in profondità, posizione regolare, è solo davanti al portiere...». E poi il buio. Le immagini si interrompono, la telecronaca sparisce. Proprio sul più bello. Proprio quando l’urlo del “gol” sta per esplodere in gola. A tutti è capitato almeno una volta. È il calcio moderno. Che viaggia su piattaforme streaming. Sempre più web e sempre meno televisivo. E quando ci si affida alla rete gli imprevisti rappresentano una possibilità concreta. Ecco perché la Serie A su Dazn – per le prossime tre stagioni – spaventerebbe gli appassionati di calcio. E anche i presidenti dei club. Passare da Sky a Dazn non vorrebbe dire solo cambiare cliente interrompendo una collaborazione che dura dal 2003. Vorrebbe dire far migrare oltre 4 milioni e mezzo di abbonati non solo su una nuova piattaforma, ma su un nuovo sistema di trasmissione. Ovvero la app: certamente più familiare per i giovanissimi, che sfortunatamente però non sono ancora clienti con portafoglio per le tv. Oggi Dazn fa la voce grossa e cerca di mettere le mani sul top del calcio italiano. Con una maxi offerta da 840 milioni di euro a stagione. Da Cenerentola a principessa. Il potere dei soldi. Perché nell’estate del 2018 la musica era totalmente diversa. In molti ricorderanno la fine dell’agosto di tre anni fa, quando Dazn per la prima volta iniziò a trasmettere una parte del calcio di casa nostra. Settimane di discussioni nei bar per capire come “prendere” il canale. Poi, l’amarissima sorpresa. La visione delle partite si interrompeva, i calciatori rimanevano immobili per diversi minuti sullo schermo, le imprecazioni degli sportivi si accatastavano di fronte alle televisioni dell’intero Stivale. Precedenti non proprio felici. Diciamo che, con questi presupposti, vedere di buon occhio il monopolio di Dazn sulla Serie A è molto difficile. C’è da dire, però, che col tempo le cose sono migliorate. Almeno parzialmente. Di sicuro c’è che il calcio si appresta a vivere l’ennesimo cambiamento nel segno della modernità. E che l’Italia è uno dei paesi meno pronti a questo tipo di “salto”. Perché la salute del tessuto che permette la trasmissione di dati internet nella Penisola è tutt’altro che sfavillante. Ci sono ancora moltissime zone – soprattutto i piccoli centri abitati – in cui la connessione è saltellante. La Serie A, dunque, col passaggio di 7 partite settimanali su 10 in esclusiva a Dazn, rischia di diventare una roba soltanto per le città. I paesi potrebbero trovarsi in seria difficoltà. Per guardare le partite in streaming senza problemi da cellulare, Dazn consiglia di utilizzare una banda minima di 2,0 Mbps in download per poter avere una risoluzione standard, mentre per la visione in alta definizione è richiesta una connessione minima di 3,5 Mbps. Per guardare Dazn su smart-tv in alta definizione il requisito minimo raccomandato è di 6,5 Mbps, anche se per un frame rate più elevato è preferibile una velocità di 8,0 Mbps in download. La verità è che tante parti d’Italia non sono pronte al calcio in streaming. E anche una rilassante domenica di pallone davanti alla tv, tra qualche mese, potrebbe diventare un faticoso braccio di ferro con la tecnologia. —

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