Attenzione
Pandev è l’Immortale, Nicola mister rimonta: il nostro pagellone
Il macedone (37 anni) è decisivo, il Toro ritrova l’anima operaia. Da 0 a 10 i voti all'ultima giornata di Serie A
Meno sofismi in mezzo al campo, spirito da squadra operaia, Zaza recuperato e, soprattutto, crederci sempre: ecco gli ingredienti per tornare a far battere il vecchio cuore granata. Merito di Davide Nicola che con l’Atalanta colleziona la terza (incredibile) rimonta. Tanto che vien da pensare: quando Belotti e soci segneranno per primi, che succederà? Col mister piemontese merita il podio del Pagellone il macedone Goran Pandev che, nonostante da un po’ vada in giro dicendo che pensa seriamente di ritirarsi, continua a stupire. A suon di gol, come la doppietta ai suoi ex compagni del Napoli. I tifosi partenopei, scatenati, l’hanno già immortalato sulla locandina del film di D’Amore. Eterno. Titoli di coda per Verona e Roma. In casa giallorossa attendono ansiosi che prima o poi Fonseca vinca una sfida con una big. Prima o poi.
Davide Nicola (allenatore Torino)
10 - Confessione: siamo decisamente di parte, perché Davide Nicola è un po’ nei nostri cuori. Però merita decisamente il podio perché sta ricostruendo il cuore granata. Parlano, per tutto, due frasi del mister: «Voglio costruire una squadra di uomini», le prime parole quando ha avuto in dote la delicata eredità di Giampaolo. Subito dopo il clamoroso 3 a 3 con l’Atalanta, invece, ha detto: «Rimonta? Le partite non finiscono mai». Niente di trascendentale. Semplicità, essenzialità. Come Nicola. Che spiazza il Gasp con i cambi decisivi.
Goran Pandev (attaccante Genoa)
9 - I social si sono scatenati. Goran l’Immortale, con tanto di foto del macedone al posto di quella di Ciro Di Marzio, personaggio da fiction, nell’omonimo film di Marco D’Amore. La sua doppietta stende il Napoli e purga Gattuso e conferma il leitmotiv di questo campionato: i trentenni sono più decisivi degli under. Goran che di primavere ne ha 37 non segnava una doppietta decisiva dal 2013 ed indovinate un po’ che maglia indossava allora? Quello del Napoli, manco a dirlo, ieri castigato a dovere.
Ante Rebic (attaccante Milan)
8 - «Adesso mi sento bene. Ho avuto un po’ di fastidio dopo il Covid. Mi serve qualche partita per tornare al 100% ma mi sento bene». Così il croato dopo il 4 a 0 al Crotone. E meno male che non è ancora al meglio. Quando lo sarà, cosa ci dobbiamo aspettare? E’ vero, il primo tempo è stato un po’ leziosetto. Ma poi ha ingranato e sono stati dolori. Prima incornando l’angolo di Calhanoglu e, sempre su assist del turco, consegna il poker a pochi metri dalla porta di Cordaz. Nel mezzo ci sono giocate da piede educato alla Normale del calcio.
Ivan Provedel (portiere Spezia)
7 - Lo conosciamo per l’esperienza ad Empoli. Ora questo ragazzone di Pordenone che da ragazzino giocava in attacco e poi ha scelto di difendere la porta, ispirato dal mito di Yashin che era un amico del nonno (Ivan ha origini russe, del resto con quel nome...), ha il compito di salvare lo Spezia in A. E, fino ad oggi, ci sta riuscendo. Le sue parate sono spesso decisive come è successo col Sassuolo quando ha alzato un muro invalicabile su Traorè ed Haraslin. Dasvidania Ivan.
Gerard Deulofeu (attaccante Udinese)
6 - Ingaggia, sin dall’inizio del match, un duello personalissimo col portiere del Verona Silvestri. Che sembra avere la meglio compiendo alcuni interventi strepitosi. Poi però il 26enne spagnolo ingrana la marcia e fa quello che gli è da sempre più congeniale: punta l’avversario, salto in più di un’occasione il diretto marcatore, e soprattutto propizia dapprima l’autorete sfortunata dello stesso Silvestri su un cross apparentemente innocuo, poi chiude la gara con una gran conclusione.
Igor Julio dos Santos (difensore Fiorentina)
5 - Non che il suo collega Biraghi faccia molto meglio però il brasiliano si fa sverniciare da Hakimi durante il gol di Perisic. E pensare che è in vantaggio, ma il pendolino turco se lo mangia vivo in corsa. Questo errore è già sufficiente a collezionare un rosso in pagella. Poi, a complicare la sua giornata, ci sono alcuni errori in disimpegno ed il fatto di non essere mai riuscito a vedere i suoi compagni di centrocampo e di attacco con un lancio degno di questo nome. Prandelli ha bisogno di ben altra qualità soprattutto quando si deve impostare da dietro.
José Luis Palomino (difensore Atalanta)
4 - L’argentino non inizia neppure male, anzi, sgombra l’area difensiva da alcune situazioni che potrebbero essere pericolosi. Poi, però, mostra i difetti già palesati durante questa stagione: troppo discontinuo.Ennesima ingenuità del suo campionario l’intervento su Belotti che vale rigore e giallo. Poi al 45’ rimedia solo in parte con un salvataggio decisivo. Non basta a cancellare una prova che, nel suo complesso, resta negativa così come quella del compagno di reparto Toloi.
Paulo Fonseca (allenatore Roma)
3 - La storia si ripete, ed è un ciclo nero con le big. La Roma con le grandi stecca sempre e a questo punto non è più una casualità. Gli errori difensivi costano cari ai giallorossi che perdono il terzo posto ai danni di una Juve molto cinica. Fonseca ha elogiato il coraggio dei suoi, ha però evidenziato di rosso certi erroracci che non vanno più commessi. Le assenze di Smalling, Pellegrini e Pedro hanno pesato ma questo non basta a cancellare una prova distratta che con certi club, bianconeri per primi, non ti puoi permettere.
Federico Dimarco (difensore Verona)
2 - Il voto estremamente basso è sicuramente troppo punitivo. Ma va ad uno dei simboli di un Verona che stenta. Juric lo ripropone nel ruolo di esterno a cui chiede coraggio, spinta, palleggio ed incursioni costanti. Nella prima frazione, però, dà più garanzie nella fase difensiva che solitamente è quella che gli riesce meno anche perché il Verona varca pochissime volte la linea di metà campo. Non va col piglio giusto su Deulofeu che in zona recupero propizia l’autorete di Silvestri che segnerà il match. Da lui (e da questo Verona) è d’pbbigo attendersi di più.
Nikola Maksimovic (difensore Napoli)
1 - Chiamato a rimpiazzare Koulibaly positivo al covid inciampa in una giornata da dimenticare. E’ clamoroso l’errore che offre sul piede di Pandev la palla del primo gol del Genoa. Poi non si riprende più. Sebbene non commetta ulteriori pasticci, è sembra in difficoltà sia in fase di disimpegno che in appoggio ai compagni. C’è purtroppo lo zampino del centrale nel buco che apre la strada al secondo gol dei rossoblù che uccide il Napoli. Parziale attenuante: Manolas e Mario Rui non fanno granché meglio.
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