Gioco
A Torino si parla portoghese: Fonseca sfida Ronaldo a colpi di strategia
match tattico, pirlo cambierà ancora per avere forze fresche in coppa italia
A Torino si parla portoghese: Cristiano Ronaldo sfida Fonseca. La Vecchia Signora mette l’abito da sera per festeggiare il suo re, che ieri ha spento 36 candeline, ma a rendere arduo questo proposito troverà una Lupa affamata dopo il caos degli ultimi giorni; Juventus-Roma non è soltanto una sfida al vertice per accaparrarsi il terzo posto, ma è un crocevia importante per entrambe.
Pirlo cambierà ancora per avere sempre forze fresche in campo e affrontare al meglio il tour de force che ha davanti, riuscendo a recuperare Dybala per la panchina, mentre a Trigoria sembra esserci calma dopo la chiusura del mercato; Dzeko è tornato in gruppoa una volta nella capitale, anche se senza fascia di capitano, e sembra pronto a riprendere la guida dell’attacco con al suo fianco il fido Mkhitaryan, mentre sia Pedro che El Shaarawy non sono ancora pronti.
Le chiavi tattiche: la Juventus ha perso per squalifica la sua bussola Bentancur, sempre in campo dalla nona giornata, ma lo potrà rimpiazzare con Arthur, che sembra essersi finalmente integrato nel gioco di Pirlo; il brasiliano ex-Barcellona è in grado di resistere alla pressione e di far girare la squadra a comando, innescando le corse sugli esterni di Chiesa e Cuadrado, che avranno dei duelli individuali fondamentali contro Karsdorp e Spinazzola. In generale la Juventus è una squadra che fa della fluidità il suo marchio di fabbrica, difendendo con un 4-4-2, ed attaccando con un 3-2-5, tenendo bloccati solo i due centrali e un terzino (Danilo), con più avanti i due mediani che fungono da perno per lo sviluppo del gioco offensivo, e da prima diga in caso di palla persa. Nelle fasi in cui i bianconeri spingono sull’acceleratore, anche uno dei mediani sale tra gli invasori, riempiendo ancora di più l’area a scapito di una minore stabilità in caso di perdita del possesso.
Ed è proprio la situazione di palla persa la più pericolosa per la Juventus; se i bianconeri portano tanti uomini in avanti la transizione difensiva sarà difficile da affrontare, con i difensori costretti a scappare a protezione della porta invece che ad accorciare in avanti come vorrebbe Pirlo, praticando la cosiddetta riaggressione. Già all’andata, su delle ripartenze fulminee della Roma, la Vecchia Signora andò in gran difficoltà, subendo un gol e causando un calcio di rigore.
In quell’occasione la Roma decise di lasciare il pallone ai bianconeri (chiudendo con il 40% nonostante un uomo in più per parte del secondo tempo), per provare a recuperare il possesso proprio quando la Juventus non era disposta con il suo 4-4-2 difensivo; i giallorossi sono dei maestri nell’attacco in campo aperto, sfruttando le grandi doti aerobiche di giocatori come Spinazzola, Mkhitaryan e Veretout, e soprattutto il lavoro di sponda di Edin Dzeko, abilissimo a vincere duelli aerei e lanciare nello spazio i corridori.
Quando propone questa strategia, Fonseca schiera la sua squadra con un pressing orientato sull’uomo, mettendo il tridente offensivo e i due mediani francobollati ai tre centrali e due registi juventini, scommettendo sulle capacità dei suoi uomini di tenere alta la concentrazione e la foga agonistica. L’unico punto debole di questo piano gara è il trovarsi in inferiorità numerica in difesa se un giocatore viene saltato in dribbling o da un passaggio filtrante, rendendo cruciali i duelli individuali; pane per i denti di giocatori come Cuadrado, Chiesa e Kulusevski.
Se la scommessa di Fonseca pagherà la Roma potrà far male alla Juventus rovinando il compleanno a Cristiano Ronaldo, altrimenti i bianconeri potrebbero festeggiare il numero 7 con il sorpasso in classifica. –
Francesco Donzella
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