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Dal Barcellona al Bayern: quando la gente orienta le scelte

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Tifosi soci, azionariato diffuso o popolare: progetto non nuovo nel calcio europeo. Un esempio paradigmatico in questo senso è quello del Barcellona, che conta più di 150.000 soci sparsi in tutto il mondo: a facilitarne l’adesione ci sono la grande storia del club e le sue grandi dimensioni, che permettono di arrivare ad essere conosciuto in ogni parte del mondo.

Ma cosa può fare un socio, quali i suoi poteri? Intanto, ha la possibilità di gestire il club tramite l’assemblea generale, massimo organo di governo, formata dal 2,5% dei soci totali, nominati tramite sorteggio. I suoi compiti sono approvare il bilancio e le modifiche dello statuto, autorizzare la vendita dei beni societari e i nuovi accordi di sponsorizzazione.

Oltre all’assemblea, i soci esercitano il loro potere eleggendo, a suffragio universale ogni quattro anni, il presidente del club. Ma quello catalano non è l’unico club spagnolo a fare ricorso all’azionariato popolare: anche il Real Murcia, l’Atletico e il Real Madrid seguono questo metodo, seppur limitando notevolmente l’influenza dei tifosi sulla gestione societaria. Il socio però ha molti vantaggi, come il posto a vita alloi stadio e facilitazioni per gadget, museo eccetera.

Il paese più avanzato in questo senso è comunque la Germania, dove l’azionariato popolare trova un elevato consenso, soprattutto dai due club più importanti, il Borussia Dortmund e il Bayern Monaco. Il glorioso club bavarese, in particolare, assegna ben il 73 per cento della proprietà ai propri tifosi, mentre il restante 27% è equamente diviso in tre aziende di caratura mondiale: Audi, Adidas ed Allianz, che ha partecipato anche alla costruzione dello stadio.

A facilitare questo modello è la cosiddetta legge del 50+1, approvata nel 1999, che vieta ai club tedeschi di assegnare più del 50% ad una singola azienda o ad un singolo gruppo: solo il Bayer Leverkusen è esonerato da questo vincolo, essendo posseduto per la maggior parte dall’omonima casa farmaceutica.

Diversa la situazione in Inghilterra, dove sono numerosi i supporters’ trust, organizzazioni formalmente riconosciute e senza fini di lucro che partecipano con piccole quote al capitale sociale del club di riferimento: il loro compito è quello di instaurare un rapporto costruttivo con esso ed essere influente nelle decisioni operative. —

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