Sicurezza
Monza-Empoli è soprattutto la sfida tra due mondi diversi
Acquisti a raffica nel gruppo di Brocchi, innesti oculati in quello guidato da Dionisi. E la differenza del peso degli stipendi è clamorosa: i brianzoli spendono il doppio
EMPOLI. Bisogna scomodare un maestro del cinema come Wim Wenders e uno dei suoi capolavori, “Così lontano, così vicino” per una sfida non banale come quella che andrà in scena sabato pomeriggio in Brianza.
Già, perché Monza-Empoli non è solo uno scontro al vertice della Serie B, ma anche l’incrocio tra due mondi. Due realtà diverse che più diverse non si può, che con modi opposti si stanno ritagliando un ruolo di primissimo piano in questa stagione. Per il Monza, a dire il vero, è tutto meno che una sorpresa; per l’Empoli, come ripete spesso il condottiero Alessio Dionisi, si tratta di essere dove non pensava di essere.
Eppure un paio d’anni fa, mica un secolo, tra azzurri e biancorossi c’erano non una ma ben due categorie di differenze. Poi il ritorno in campo (calcistico) di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani ha stravolto tutto. Il Monza ha dominato la Serie C e, da neopromossa, è subito diventata la squadra da battere, la corazzata, dell’attuale Serie B.
Lo ha fatto a suon di colpi di mercato, di milioni spesi. Solo nell’ultimo spicchio della finestra che si è chiusa ieri ha preso Federico Ricci, Scozzarella, Balotelli e Diaw che stava andando dal Pordenone alla Spal. Proprio con la Spal, poi, ha giocato (e pareggiato) domenica pomeriggio e ieri ha provato a prendergli pure Valoti, che aveva firmato la rete dell’1-1, con una maxi-offerta da 7 milioni. Giusto qualche supereroe della Marvel (a scelta tra l’Uomo Ragno, Hulk, Thor e Capitan America), poi la squadra di Cristian Brocchi poteva definitivamente cambiare nome in “The Avengers”. L’Empoli, invece, ha rinforzato gli ormeggi con due colpi nienta male come Stefano Sabelli e Giovanni Crociata, ma seguendo una linea che ha tracciato la scorsa estate, al termine di una stagione in cui le squadre costruite erano state addirittura due (una in estate, l’altra a gennaio) e le ombre molte più delle luci.
Insomma due linee di pensiero diverse. Con il grande salto che è praticamente un obbligo per il Monza, mentre per l’Empoli resta un sogno. Un grande sogno che, a poco più di metà del cammino, non sembra più mostruosamente proibito. Eppure basta dare un’occhiata alla busta paga dei due club per capire quanto il duello sia duro, complicato. Gli azzurri, infatti, spendono 8.943.325 euro di quota fissa, cui potrebbe aggiungersi una variabile di altri 904.750 in premi. Il totale della voce stipendi giocatori, insomma, dice 9.848.075 euro; bene, quello dei biancorossi è quasi il doppio: 18.938.435,96 euro (di cui ben 18.883.384,68 milioni di emolumenti fissi). Sono due mondi diversi, appunto.
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