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Il coccodrillo si divora i gol su punizione...

Il coccodrillo si divora i gol su punizione...

Sempre più utilizzato l’uomo steso a terra ideato da Brozovic Il tiratore costretto ad alzare la parabola, cala il numero di reti 

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Chissà cosa deve avere pensato, Luis Suarez. «Ora metto la palla sotto la barriera», aveva immaginato l’uruguagio, allora al Barcellona. Detto, fatto: parte il destro rasoterra, proprio sotto le gambe dei nerazzurri che saltano. Ma non poteva sapere che alle spalle del muro c’era un coccodrillo a nome Marcelo Brozovic. Già, proprio il centraocampista croato, steso a terra su un fianco, come una barriera supplementare. La mossa del coccodrillo, così venne subito ribattezzata, che fece subito il giro del mondo, anche perchè il palcoscenico della Champions League è davvero planetario.

Non l’ha inventata Brozovic la mossa, sia chiaro: lui l’ha semplicemente svelata al calcio che conta, risolvendo un problema che ha sempre preoccuparo gli allenatori: sui calci piazzati la barriera spesso salta, e spesso gli specialisti, Pirlo in questo era tra i numeri uno, hanno messo la palla tra i pali, rasoterra, non lasciando al portiere il tempo di reagire. Era il 24 ottobre del 2018, da quel momento il coccodrillo è entrato di diritto nel glossario del pallone. Eb infatti, da quel momento in poi sono stati molti gli allenatori che hanno imitato l’Inter e il suo regista. Non sempre la cosa ha funzionato, per la verità, anche per il cattivo posizionamento dell’uomo steso a terra. Di recente ci ha provato il Bologna di Mihajlovic, la Lazio, il Genoa. Nelle stagioni passate ci avevano provato Allan del Napoli e Douglas Costa della Juventus, non proprio due qualsiasi.

Un effetto immediato del coccodrillo sta nel numero, sempre più esiguo, di tentativi rasoterra su calcio di punizione dal limite: proprio temendo (o provedendo) la presenza dell’uomo a terra oltre la barriera, si tende sempre di più a calciare le punizioni sopra la barriera: e il numero di trasformazioni è sempre più basso.

Il primo coccodrillo ad apprire su un campo di calcio fu nel 2013, nella Serie B brasiliana. Ma non basta: le barriere non sono più le muraglie immobili di una volta, quei giocatori che si immolavano aspettando la pallonata. L’evoluzione della tattica ha portato anche alle doppie barriere, una immediatamente dietro l’altra, o al difensore che si muove davanti alla barriera per disturbare il tiratore. Come si cambia... —

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