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Ma quale meteora... è un Destro che fa male. Il nostro pagellone

Andrea Rocchi
Ma quale meteora... è un Destro che fa male. Il nostro pagellone

L’attaccante è rinato, il Genoa vola. Inzaghi: lezione al "Gasp". I nostri voti al weekend di calcio

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Come le stelle cadenti che illuminano il cielo per pochi attimi , la parabola di Mattia Destro sembrava ormai tracciata: spettacoli pirotecnici nelle giovanili dell’Inter, dove poi non assapora il gusto della prima squadra, guizzi da campione nel Siena con l’arrivo a Roma denso di aspettative che rimangono disattese. Un’altra meteora nel panorama offensivo del calcio made in Italy? Evidentemente no. A Genova Destro ha ritrovato gol, condizione e fiducia. Grazie anche alla cura rigeneratrice di Ballardini. Sul podio della settimana, col bomber rossoblù, merita una menzione Simone Inzaghi che fa tesoro degli errori in coppa e impartisce una lezione tattica ad un Dea rimaneggiata e un po’ supponente. Occhio a Eriksen, l’ufo nerazzurro sempre meno oggetto misterioso e finalmente fine interprete delle trame del centrocampo interista. --

Mattia Destro
(attacante Genoa)
10
- Otto reti nelle ultime otto partite. Merito di Ballardini che ci ha scommesso.Merito soprattutto di Mattia che si è fatto trovare pronto.La sua doppietta stende il Crotone. Altro che ex giocatore. Destro si era perso,ma non sui monti di Trento come cantava De Andrè, ma sui rettangoli di gioco romani. Dopo i 38 gol nella Primavera dell’Inter, coi nerazzurri non ha mai trovato spazio. Poi è riesploso a Siena ma a Roma, atteso come Godot, è stato altalenante. L’ha ripescato dal cilindro Ballardini. Mattia si era perso, si è ritrovato col Grifone.

Simone Inzaghi
(allenatore Lazio)
9
- Praticament e perfetto. Una rivincita sul Gasp che cancella il ko di Coppa. Il vantaggio dopo tre minuti grazie alla beffarda traiettoria di Marusic lo aiuta, ma la sua squadra è compatta, ordinata e attenta. L'Atalanta cambia assetto nella ripresa, ma la sua Lazio non si fa sorprendere. Fa giocare Immobile alle spalle di Correa, per sfruttare la velocità in campo aperto dell'argentino. Azzecca anche i cambi. Dopo il 2-1 di Pasalic mette Pereira e Muriqi e proprio loro infiocchettano il gol che chiude la contesa. Perfetto.

Christian Eriksen
(cantrocampista Inter)
8
- C’è vita su Marte. L’universo alieno del danese triste diventa nel giro di poche ore un modo a colori dipinto da un pennello fine ed armonioso. La millimetrica punizione che inchioda il Milan in Coppa è il lampo. Col Benevento c’è lo zampino del centrocampista pallido nel primo gol a cui seguono giocate sottoli, una traversa scheggiata e alcuni assist che ci ricordavamo in Premier. Se servissero a farhli riacquistare un po’ di fiducia, dopo il minutaggio da tortura di Conte, l’Inter avrebbe trovato il suo fantasista per innescare la LuLa.

Giorgio Chiellini
(difensore Juventus)
7
- C’è un padrone assoluto della difesa bianconera e si chiama Giorgio Chiellini. Allo Stadium si sono accorti quanto dipende questa Juve dalla condizione fisica e dall’esperienza di Giorgione. Che è tornato su grandi livelli. Ne sa qualcosa Quagliarella che non riesce mai a girarsi con questo ossaccio alle calcagna. E anche quando prova a sfuggirgli trova sempre il piedone di Chiello ad evitare il peggio. E’ un muro: Pirlo sorride, Mancini può ancora contarci per l’azzurro. Giorgio c’è.

Eljif Elmas
(centrocampista Napoli)
6
- Il suo inserimento nel cuore del centrocamp o partenopeo è suonato un po’ come una sorpresa, ma Gattuso – che ha cambiato pochissimo rispetto alla gara con lo Spezia - ha voluto dargli fiducia. Ed Elmas lo ha ripagato con una buona prova arricchita anche dal gol. Il Napoli scopre così un giocatore che può essere prezioso per disegnare un centrocampo alternativo. Il macedone, oltre ad una grande duttilità tattica, ha stoffa e carattere per dire la sua quando viene chiamato in campo.

Keità Balde
(attacante Sampdoria)
5
- Pochissimi guizzi, parecchi palloni sbagliati e sopratturtto un solo tiro all’indirizzo della porta bianconera. Non riesce a saltare l’avversario diretto e raramente si fa vedere in sostegno di Quagliarella, peraltro in giornata non eccezionale. Peccato perché quando c’è da battersi, anche nei duelli a centrocampo, il senegalese con passaporto spagnolo non si tira mai indietro. Lo dimostrano i 18 contrasti in mezzo al rettangolo di gioco. Ma da lui Ranieri si attende quelle accelerate e quei cambi repentini di passo che possono far male.

Carlo Ancelotti
(allenatore Everton)
4
- Una volta uscito da Goodison Park Carletto ero nero di rabbia. Dopo lo scialbo pareggio col Leicester era atteso ad un riscatto. Invece, davanti al suo pubblico, l’Everton ha incassato una sonora e netta sconfitta col Newcastle trascinato da un incontenibile Collum Wilson. Un momento critico per l’allenatore di Reggiolo che ieri ha tuonato contro la squadra: serve carattere e motivazione. Le qualità tecniche ci sono ma non emergono. Intanto però c’è una striscia negativa di 11 partite senza un successo.

Eder Militao
(difensore Real Madrid)
3
- Lo vuole il Tottenham ma il Real lo ha bloccato. Lui, a 24 ore dallo stop delle merengues ad uno suo trasferimento in Premier, ripaga i Blancos con un errore imperdonabile. Si fa cacciare dal campo dopo appena 8 minuti, lascia il Real in dieci e costringe la squadra di Zidane a patire una sconfitta dolorosissima con il Levante. Periodaccio per Zinedine, la cui panchina è sempre più in bilico. Ma stavolta l’ingenuità del difensore brasiliano è di quelle pesantissime che fa infuriare non solo il tecnico in panchina ma un po’ tutto l’ambiente.

Lorenzo Montipò
(portiere Benevento)
2
- Serata da incubo per il 24enne portiere dei sanniti.Che continua ad alternare prestazioni super ad altre in cui commette errori da matita rossa . Sul secondo gol poteva fare decisamente di più e meglio, il tiro era debole e non imprendibile. Combina poi un pasticcio sul 3-0 regalando la palla a Lukaku e facendosi infilare nuovamente. A parziale attenuante per il numero uno del Benevento e della Nazionale under 21 la prova sconfortante della difesa con Glik e Caldilora al di sotto degli standard abituali.

Giampiero Gasperini
(allenatore Atalanta)
1
- Non è la solita Atalanta, sicuramente penalizzata dall'assenza dei due esterni titolari Hateboer e Gosens. I loro sostituti Maehle e Ruggeri non hanno il passo e la fisicità richiesta. Però Gasp pecca un po’ di presunzione e stavolta deve sorbirsi la lezione di Inzaghino. Non siamo in coppa e la Lazio dimostra di apprendere dagli errori fatti. Ribalta la possibile chiave tattica del match con l’Atalanta che invece subisce il pressing ed il gioco alto dei biancocelesti. Il tecnico degli orobici, stavolta, è spiazzato ed impotente e non sa cambiare in corsa.

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