Attenzione
Campione liquido, finalmente
I soldi nella vita non sono tutto però aiutano, diceva il filosofo della praticità. Evidentemente lo deve pensare anche il patron Claudio Lotito che ha pagato in anticipo lo stipendio ai suoi giocatori e, guarda caso, la sua Lazio ha battuto l’Atalanta dopo aver perso all’andata e in coppa Italia proprio contro i bergamaschi.
Mi scuserete, non è bello parlare di denaro, lo dico solo perché la Lazio s’è rimessa in corsa per un po’ di tutto in questo campionato, così diverso dagli ultimi nove che ti verrebbe voglia di abbracciarlo.
In testa ci sono sette squadre in dieci punti e l’ultima della fila è proprio l’Atalanta che, per come gioca, non la terrei fuori dalla corsa scudetto.
Esagero? Non lo so, ma una cosa è certa: questo campionato è liquido, come il calcio di Andrea Pirlo.
Deposto il magnifico dittatore degli ultimi anni, il pallone è alla ricerca di nuovi equilibri e nuovi padroni.
Anche qui sono in corso le consultazioni, non è escluso che alla fine l’incarico torni alla Juventus,però più il tempo passa più le altre candidature sono forti e credibili.
Il Milan? Battere il Bologna non è stato semplice, ma dove sono quelli che dicevano “dura minga”? Ha superato la piccola crisi, non ha pagato più di tanto assenze pesanti (l’ultima quella di Hakan Chalanoglu), Stefano Pioli è diventato un coraggioso giochista e adesso anche la rosa è solida con gli innesti di Tomori, Mandzukic e Meitè.
Poi c’è sempre Ibrahimovic che s’è paragonato a Benjamin Button, l’uomo che invece di invecchiare ringiovaniva.
Attento però a non esagerare, altrimenti aumenta il rischio di fare bambinate. Ci siamo capiti.
E l’Inter? Contro il Benevento ha dimostrato una personalità che va ben oltre il valore dell’avversario. E’ riuscito perfino l’esperimento di Christian Eriksen nei panni del regista, non si nota il turn over, c’è maturità e consapevolezza. E meno male che Lukaku a Manchester era un asino! Mi sembra migliorato.
A proposito, volete sapere come la penso sulla lite dell’anno? Le due società hanno perso un’occasione: il giorno dopo dovevano portare Ibra e Lukaku davanti alle telecamere per stringersi la mano. Ecco, allora sì che avremmo potuto derubricare il tutto a “brutte cose di campo”. Peccato.
Tornando a noi, la Juve? L’anno resta di ricostruzione, ma i bianconeri non ricostruiscono mai sul nulla, hanno fondamenta solide. Pirlo ha trovato l’equilibrio a centrocampo con Arthur il palleggiatore, McKennie e il suo dinamismo, Bentancur e la sua solidità geometrica. E con Chiellini ora è tutto più facile.
Si vedono sprazzi di ottimo calcio dinamico, ma anche contro la Sampdoria qualcosa non ha convinto. E non solo Ronaldo. Comunque la Juve c’è. Dubitate, criticate, ma non cancellatela mai.
Chiudo riparlando di soldi. Da ieri è pubblica la busta paga di Messi. Sapete quanto busca? Circa 140 milioni di euro l’anno, ma non da oggi, dal 2017. E poi dicono che il calcio non è pieno di matti! —
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