Sicurezza
C’era una volta il terzino piantato dietro. Svolta con Cuadrado, Hakimi e Hernandez
Il ruolo non è più una posizione ma una funzione, ora gli esterni si accentrano e spesso diventano dei registi
Il ritmo è fondamentale se si vogliano avere buoni risultati; nel calcio come nella musica, un individuo con uno spiccato senso del ritmo si mette dietro gli attori protagonisti, alla batteria, e riesce a far andare gli altri alla sua velocità, a far aumentare o rallentare i giri a suo piacimento.
Nel calcio moderno, come detto da Antonio Gagliardi, ex analista tattico della Nazionale Italiana, e ora nello staff di Pirlo alla Juventus, «il ruolo non è più una posizione, ma una funzione»; ormai il regista non deve stare necessariamente al centro del campo per organizzare la propria squadra, oppure non deve essere a tutti i costi l’ala a giocare larga sulla fascia, o il trequartista a galleggiare tra le linee degli avversari.
Questo concetto nasce con l’Olanda di Cruijff, ed è sviluppandolo che nascono i moduli fluidi, le ali a piede invertito, i centrocampisti che si inseriscono in area come se fossero punte, i difensori centrali che si sganciano e seguono l’attacco della squadra (chiedere a Gasperini per informazioni), e i terzini che fanno da registi.
La funzione del regista si è progressivamente spostata in fascia perché le squadre tendono a difendere il centro del campo, organizzando il pressing per concedere agli avversari il passaggio sull’esterno, per provare poi a recuperare il pallone con l’aiuto della linea laterale, che toglie spazio e opportunità al giocatore che si trova in possesso. Si vedono spesso marcature a uomo sui centrocampisti o addirittura sistemi di schermatura per evitare che questi possano ricevere il pallone direttamente dai centrali di difesa, concedendo invece il passaggio al terzino avversario, ritenuto meno pericoloso e più facile da difendere.
In risposta a questa tendenza negli ultimi anni sono nati i terzini-registi; i primi interpreti di questo nuovo ruolo sono probabilmente stati Maicon e Daniel Alves, che hanno messo a ferro e fuoco le fasce destre di Inter e Barcellona per tanti anni, ma oggi in Serie A abbiamo una grande varietà di esterni che sono davvero fondamentali per le proprie squadre.
Cuadrado è senza dubbio il terzino-regista più classico che si trovi nel nostro campionato di serie A; il colombiano della Juventus è bravissimo nell’assist, in grado di trovare passaggi chiave (i passaggi che superano una linea di difesa avversaria o portano al tiro) e giocate risolutive, fungendo in pratica da sfogo creativo per la Juventus di Andrea Pirlo.
Più distanti dal terzino regista classico, ma fondamentali per l’importanza che hanno nelle loro squadre sono i treni delle milanesi, Hakimi e Theo Hernandez; i due per quanto siano diversi per caratteristiche, vengono usati con lo stesso fine, ovvero trovarli smarcati per poi risalire il campo grazie alle loro conduzioni, rendendoli dei veri e propri facilitatori di gioco.
Gosens è un esterno di fascia che si è specializzato nel chiudere le azioni d’attacco dell’Atalanta attaccando il secondo palo sui cross di Ilicic, ricoprendo ad esempio la funzione che aveva Callejon (un’ala offensiva) nel Napoli di Sarri, quando raccoglieva gli assist di Insigne.
Lazzari è invece un esterno più vecchio stampo, con un’interpretazione tipica del ruolo; è il modo in cui lo utilizza la Lazio che lo rende moderno, lanciandolo continuamente in profondità come se fosse un’ala per sfruttare la sua grande velocità.
Il calcio è senza dubbio in continuo mutamento, e allo stesso modo anche i ruoli e le funzioni si evolvono e cambiano nel tempo; adesso sono i terzini ad aver rubato dalle mani dei centrocampisti il ciak del regista diventando sempre più influenti. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
