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test a fiorano 

L’emozione corre con il giovane Mick

Enrico Ballotti

Il figlio di Michael Schumacher sale sulla Rossa e il ricordo del padre accende il tifo per la Ferrari

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Enrico Ballotti

FIORANO. Una fumata bianca, quella classica che arriva dal bloccaggio delle ruote in frenata. Sul cavalcavia di Fiorano saranno un’ottantina i tifosi che assistono. Quello che arriva non è un vero boato, ma una specie di sussulto. Poi uno di loro commenta: «Tutto nella norma, bisogna spingere al massimo. Altrimenti non ci divertiamo noi e non si diverte lui». Il “lui” in questione è Mick Schumacher. Già, il figlio di Michael. Quella di ieri, a Fiorano e anche a Maranello, è così stata una giornata speciale. Un ritorno alle origini. Uno Schumacher di nuovo in pista, nella pista di casa in un test ufficiale di pre-campionat. Mancava dal 2006, l’ultimo anno in rosso del tedesco. Quello andato in scena è così stato una specie di esordio fioranese del 21enne pilota dell’Academy. In passato, infatti, Mick aveva già avuto modo di salire su una monoposto Ferrari. In particolare lo aveva fatto in alcune esibizioni, utili per celebrare papà, e pure in una occasione ufficialissima: in quel caso erano i test del Barhain. Dunque non una novità assoluta anche se, evidentemente, mancava qualcosa. Mancava il battesimo nel circuito di Fiorano, la casa dei ferraristi. La casa di papà Michael (il record della pista, 55”999, è ancora il suo). E a “tradire”, si fa per dire, il giovane Schumi è proprio la curva appositamente modificata da papà. La prima che ti arriva incontro dopo l’uscita dai box. Quella larga che il Kaiser di Kerpen chiese di modificare perché, raccontare Mattia Binotto, «non era funzionale all’allenamento, non era simile a nessuna curva del campionato mondiale». E proprio in quella fetta di asfalto, Mick è stato costretto al bloccaggio delle gomme. Nulla di particolare, solo una coincidenza curiosa. I test del pomeriggio, che per il tedesco continueranno questa mattina, si sono sviluppati senza particolari intoppi. Diverse tornate per la gioia degli appassionati arrivati al circuito. Una processione laica, è proprio il caso di dirlo, capace di trovare vigore minuto dopo minuto. Argomento principale, e ci mancherebbe altro, il nuovo binomia che torna a formarsi: Ferrari-Schumacher, Schumacher-Ferrari.

Il cuore dei ferraristi, in effetti, è rimasto lì. Affezionato al campionissimo tedesco capace di vincere e stravincere. Vicino a lui nel momento difficile che sta attraversando e vicino a lui anche ieri con il promettente figlio d’arte. A farla da padrone, come si sarà intuito, sono i sentimenti. Ma attenzione, quando si parla di Ferrari non si può non parlare di cronometro. Si sprecano, sempre sul cavalcavia, i tentativi di misurare il tempo sul giro di Mick. I numeri, a questo punto, si sprecano. C’è chi parla di 58” bassi, c’è chi dice di aver stoppato le lancette sul 57”800 precisi. Insomma, prendendo il tutto con le molle potrebbero anche essere questi i tempi da mettere a referto. Niente male, in particolare se si considera che Schumi jr non si era mai seduto sulla Ferrari SF71H del 2018. Mentre il confronto sul cronometro continua, il pilota della Rossa perde per un attimo il controllo della monoposto. Anche in questo caso nulla di particolare, classica routine. Quello che vale è sempre il ritornello di cui sopra: «Se non spinge non c’è gusto». Un collega tifoso poi aggiunge: «Da anni seguo i test sul circuito di Fiorano. Ci sono alcuni segnali che ti possono far capire se un pilota è veloce o no. E Mick promette bene, ve lo garantisco».

Quello di ieri , meglio dirselo chiaramente, non era comunque il pomeriggio delle tabelle e dei tempi. Almeno non lo era per i ferraristi presenti sul “mitico” cavalcavia di Fiorano.. Quello di ieri era, ed è stato, il pomeriggio delle emozioni. Dei ricordi, del: «Quel giovedì, perché anche allora era un giovedì, del 1995 io c’ero. La prima volta di Michael Schumacher su una Ferrari. Ricordo che aveva una tuta bianca, senza uno sponsor che uno». Informazioni, queste, tutte assolutamente giuste e confermate dai fatti: era il 16 novembre del ’94 e Michael era fresco di successo mondiale con la Benetton di Flavio Briatore.

Altri tempi? Sì. Altra Formula 1? Sì. Anche se la giornata di ieri ha portato indietro l’orologio e il tempo. Perché Ferrari-Schumacher è sempre Ferrari-Schumacher. —

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