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Asse tosco-emiliano per Olimpiadi e Tour. Nardella: «Noi il terzo polo nazionale»

Guido Fiorini
Asse tosco-emiliano per Olimpiadi e Tour. Nardella: «Noi il terzo polo nazionale»

Bonaccini: «Puntiamo al 2024 per la partenza del ciclismo». Ma per i Giochi 2032 i problemi sembrano insormontabili

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Guido Fiorini

Il progetto è ambizioso, ma sognare non costa niente: un “patto dell’Appennino” per portare in Toscana e in Emilia il Tour de France 2024, magari la partenza e una o due tappe e poi, nel 2032, organizzare a Firenze e a Bologna le Olimpiadi. Ci sono 11 anni, ma la candidatura va presentata entro il 2025.

Dopo la cultura, con le vie di Dante che uniscono le due regioni nell’anno delle celebrazioni per i 700 anni della morte del Sommo poeta, ora la sport. Ma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, va oltre: «Un asse tosco-emiliano che può trasformare le due regioni nel terzo polo nazionale: dopo quello economico, con fulcro Milano e il Nord-Est e quello politico, che fa riferimento a Roma, Firenze e Bologna possono essere il riferimento per cultura, sport e sviluppo. Stiamo lavorando alacremente in questo senso».

Proprio ieri c’è stato un incontro fra lo stesso Nardella, il presidente toscano Eugenio Giani e quello emiliano, Stefano Bonaccini: «Fra noi c’è una grande sintonia» ha commentato il sindaco di Firenze.

Per il Tour si guarda al 2024: «Stiamo seriamente lavorando – ha detto Bonaccini – per portare per la prima volta il Tour de france in Emilia-Romagna e in Toscana, a Firenze. Ne parliamo da tempo con il sindaco Nardella e il presidente Giani, che peraltro è venuto per la prima volta in visita in Emilia-Romagna, perché con la Toscana dobbiamo lavorare alla candidatura per le Olimpiadi del 2032, ma soprattutto per tante opportunità che due regioni così grandi e confinanti, possono investire per il prossimo futuro».

E ancora: «Noi sul Tour De France lavorermo perché nel 2024 quello che oggi è ancora un sogno possa diventare realtà. Sarebbe una cosa storica - ha aggiunto - anche perché in questo caso si potrebbe parlare della partenza. Ne ho parlato con Davide Cassani che, oltre a essere il commissario tecnico per il ciclismo, collabora con noi per il turismo».

Al tempo stesso Bonaccini spera anche di riportare in Emilia-Romagna la partenza del Giro d'Italia. Quest'anno ci saranno quattro tappe del Giro in Emilia-Romagna, anche se i percorsi devono ancora essere ufficializzati: prevista una tappa con l'arrivo Sestola e partenza da Modena. Un'altra riguarderà Piacenza. «Lavoriamo perché comunque entro tre anni il Giro possa tornare a partire dall'Emilia-Romagna, come fu con una straordinaria cornice di pubblico a Bologna». Anche per la Toscana per ora solo ipotesi, anche se le celebrazioni dantesche fanno sperare che Firenze possa essere inclusa.

Diverso il discorso Olimpiadi che è più lontano nel tempo, anche se la candidatura va presentata entro il 2025, ma che richiede un impegno importante da parte delle due città. Soprattutto per quanto riguarda gli impianti.

Va detto, Firenze e Bologna, da questo punto di vista, sono parecchio indietro. Il nuovo stadio di Firenze è al centro di una querelle infinita e chissà se si farà mai, impensabile che la cerimonia inaugurale si possa fare al Franchi, così come nel “piccolo” Dall’Ara di Bologna, recentemente ristrutturato ma comunque con 35mila posti. Gli standard del Cio richiedono ben altri numeri e le regole non consentono deroghe. Stesso discorso vale per gli altri impianti esistenti, a partire dallo stadio Ridolfi per l’atletica (12mila posti a sedere) e la piscina Costoli che, anche se ha ospitato numerose manifestazioni internazionali, è lontana dai minimi richiesti per le Olimpiadi. Manca un velodromo per il ciclismo e forse solo per il basket e la pallavolo ci sarebbe un impianto gradito al Cio (l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno). I costi della realizzazione da zero di nuovi impianti sono altissimi.

Poi le Olimpiadi sono anche una battaglia diplomatica e l’Italia ha già ottenuto quelle invernali del 2026, a Milano-Cortina. Esistono infatti regole non scritte, ma quasi sempre rispettate, che rendono l’accoppiata estive-invernali difficile. Qualcuno c’è riuscito, come Pechino (2008 in estate, 2022 in inverno) o come gli Stati Uniti (Atlanta ’96 e Salt Lake City 2002), ma il peso politico di Firenze e Bologna, non ce ne vogliano, non è all’altezza delle due grandi superpotenze. Le prossime Olimpiadi sono a Parigi (2024) e Los Angeles (2028): tutto fa pensare che quelle del 2032 finiscano in Africa o in Asia. Ma, intanto, Firenze e Bologna sognano: e sognare non costa nulla. —

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