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L’Ibra funesta: calci, sputi, provocazioni. Quando l’ego fa tunnel al talento di Zlatan

Nella foto a sinistra Zlatan Ibrahimovic e RomeluLukaku testa contro testa, in alto a destra lo sputo a Sottil, in basso lo schiaffo ad Aronica
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Nella foto a sinistra Zlatan Ibrahimovic e RomeluLukaku testa contro testa, in alto a destra lo sputo a Sottil, in basso lo schiaffo ad Aronica

Da Sottil a Onyewu, quando lo svedese perde la testa. Ma sullo scontro con Lukaku dice: «Per me il razzismo non esiste»

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MILANO. Dalle frasi sul vodoo di Ibrahimovic a Lukaku e sua madre, a Mido che tenta di aggredire Ibra, a quel tempo suo compagno nell'Ajax, con un paio di forbici, alla testata di Zidane a Materazzi provocata da una frase poco elegante dell'azzurro sulla sorella del francese. Scene che non si dovrebbero mai vedere, altro che "cose da campo", e provocazioni a cui l'asso del Milan non è nuovo: ad Amsterdam e Parigi ne sanno qualcosa. L’altra sera lo svedese se l'è presa con un avversario, appunto Lukaku, suo ex compagno nel Manchester United, ricordandogli cosa disse dell'attaccante belga di origini congolesi Farhad Moshiri, proprietario dell'Everton quando Romelu decise di non rinnovare con i Toffees: "sua madre, dopo un rito vodoo, gli ha detto che doveva andare al Chelsea". Il cattolico Lukaku non la prese bene allora, e tanto meno ha 'incassato' ieri, anche per il riferimento alla madre a cui è molto legato. E Ibra, che non ha certo dimenticato l'esperienza in Premier, ha ricordato all'interista anche un coro dei tifosi dello United che gli gridavano "asino". Ieri però lo svedese ha voluto chiarire la sua posizione sui social. «Nel mondo di Zlatan non c’è posto per il razzismo», ha scritto su Twitter - siamo tutti della stessa razza, siamo tutti uguali! Siamo tutti giocatori, alcuni meglio di altri».

Ora bisognerà aspettare che il giudice sportivo prenda in esame il referto dell'arbitro Valeri. Cosa, delle tante e prolungate offese poi sciolte in parte dell'audio nel silenzio dello stadio vuoto, ha sentito e scritto il direttore di gara? Video e parole tra i due hanno già fatto il giro del mondo, sui giornali di tutta Europa, a partire dal richiamo ai riti voodoo della mamma di Lukaku evocati da Ibrahimovic. Ibra, espulo, e Lukaku, diffidato e ammonito, saranno squalificati in Coppa, ma il giudice sportivo prenderà in esame anche quanto riferito dal direttore di gara, e solo in caso non vi siano certezze o informazioni sufficienti potrebbe chiedere supplemento di indagini alla procurda Figc. ieri è arrivata la difesa di Paul Pogba: «Zlatan... razzista? Mi ama troppo, quindi è l’ultima persona che considererei razzista! Dai, non scherziamo», ha scritto il francese su Twitter. Resta il fatto che Ibra, in oltre 20 anni di carriera, ne ha combinate di tutti i colori in campo: la parte oscura di un campione dal talento e dall’ego smisurato.

LO SPUTO A SOTTIL

Inter-Catania, ottobre 2006. Ibra è marcato da Andrea Sottil, di recente allenatore del Livorno Calcio d'angolo, nell'attesa Ibra ridacchia, sbeffeggia l'avversario, poi fa partire uno sputacchio dritto sulla schiena del difensore, che nonse ne accorge. L’Inter segna e lo svedese mostra il dito medio al difensore etneo.

LO SCHIAFFETTO

Facciamo un salto nel novembre del 2016, la partita è Milan-Napoli. Si accende una zuffa dopo un fallo, Ibra si fa scudo col corpo del compagno Nocerino colpisce Aronica, difensore del Napoli, con uno schiaffetto sulla guancia. Rosso per Zlatan.

GUERRA A MATERAZZI

Non si sono mai amati, Ibra e Materazzi. Tre anni fianxco a fianco non sono bastati. Caratteri forti, incapaci di mediazione. Quando lo svedese passa al Milan salta il tappo. «Materazzi, mi carica e gli faccio una mossa di Taekwondo: così lo mando in ospedale. Stankovic mi chiede: 'Perché lo hai fatto?' Io: 'Aspettavo questo momento da quattro anni».

VAN DER VAART

Grandi problemi all’Ajax con l’allora compagno Rafael Van der Vaart, antipatia di pelle tra due leader. Dopo qualche “carezza” in allenamento Van der Vaart ai cronisti aveva accusato Ibra di una brutta entrata. Ibra lo affronta così: «La prossima volta ti spezzo le gambe davvero». Non si sono mai più parlati.

VAN BOMMEL

Nel 2010 si gioca Svezia-Olanda. Ibra se la prende con Van Bommel, lo sfida, gli sussurra parole non proprio dolci all’orecchio. L’altro non reagisce, lo ignora, e Ibra perde il controllo. Round per l’olandese, che poi sarà suo compagno al Milan.

CHI SEI TU?

Gennaio 2015: in Psg-s Saint Etienne Ibra litiga con il difensore Baysse, che insiste finchè Ibra lo guarda sorpreso e gli fa: «Scusami, ma tu chi sei?».

ONYEWU

E’ passata alla storia la rissa a Milanello con il compagno di squadra, il difensore americano Oguchi Onyewu. Volano parole grosse, poi testate, copi proibiti, calci, pugni. L’altro è grosso, Ibra esce con una costola rotta.
 

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