Sicurezza
Da Zaccagni al “Balla”, trionfano le rivincite. Giulini l'alternativo. Ecco il nostro pagellone
Giulini l’alternativo, Dzeko-Fonseca una brutta pagina
Ti aspetti il Napoli, e salta fuori Zaccagni. Ti aspetti che il Cagliari rialzi la testa, e salta fuori l’ennesima magia di Ballardini. Non ci si annoia in serie A: nel turno nel quale frenano le milanesi, arriva pure la frittata del Napoli che mostra per l’ennesima volta una non adeguata maturità per il vertice. E se Zaccagni è l’uomo-copertina, tra i giocatori merita un 8 il rude Romero che cancella Ibra e si regala pure un gol al Milan. Il premio “Presidente alternativo” lo vince invece Tommaso Giulini: il suo Cagliari non vince da 12 giornate e lui allunga il contratto al tecnico Di Francesco.
In attesa di scoprire la prossima puntata dopo la lite Fonseca-Dzeko (il bosniaco partirà?), merita una pacca sulla spalla Jack Bonaventura che rivede la luce con una maglia da titolare e il gol dopo un lungo buio. —
ZACCAGNI (centrocampista Verona)
10 - Sembrava uno deitanti.Buon giocatore,ma nulla più.Poi a25 anni ecco l’esplosione, inattesa e fragorosa.Mattia Zaccagni è il simbolo di unVerona che non finiscepiù di stupire,ma è anche un gioiello chenella vetrina gialloblù sarà in vendita a unprezzo altissimo. Ieriungol(sesto stagionale) e unassist che hanno steso ilNapoli.Epensare che a fine stagionepotrebbe finireproprio aNapoli.«È cresciuto in modo allucinante - ha detto di lui ieri Juric - pensando a come era in ritiro unanno e mezzo fa, è quasi da non credere»
BALLARDINI (allenatore Genoa)
9 - Ormai c’ha fatto il callo. Preziosi lo chiama quando la situazione è disastrosa, lui arriva di buon grado, rimette la barca in sesto, la conduce il Genoa al porto della salvezza, e poi Preziosi lo caccia di nuovo. Scommettiamo che sarà nuovamente così? Fatto sta che con Ballardini in panchina, il Genoa è tornato in vita e ora, grazie alla vittoria contro il Cagliari, si è messo quattro squadre dietro. Tra i suoi meriti, anche aver resuscitato Mattia Destro (sua la rete decisive) che ormai sembrava un ex attaccante.
ROMERO (difensore Atalanta)
8 - Ìn un sol colpo ha: 1) segnato al Milan, 2) annullato Ibrahimovic, 3) spinto in alto l’Atalanta, 4) fatto un regalino alla Juventus che detiene ancora il suo cartellino. Mica male come giornata per Cristian Romero, difensore argentino di 22 anni che Gasperini ha voluto per completare il reparto difensivo della sua Atalanta. La partita contro il Milan è stata davvero ai limiti della perfezione; e guardate che di questi tempi rendere innocuo uno come Ibra è davvero una grande impresa.
GIULINI (presidente Cagliari)
7 - «Esonerare Di Francesco? Gli abbiamo rinnovato il contratto in settimana per mostrargli ancora più la nostra fiducia. Vedo troppe facce preoccupate, questa squadra ha dei valori, e Di Francesco ha la squadra in mano». Quando ieri pomeriggio a Sky è partita la domanda a Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, dopo il ko col Genoa, in molti si aspettavano quantomeno un po’ di imbarazzo. Macché. Giulini, in controtendenza mondiale, ha deciso di prolungare il contratto a un allenatore che non vince da 12 giornate.
BONAVENTURA (centrocampista Fiorentina)
6 - Stavolta il Jack non è il gobbo di picche, alias "gobbo nero". Stavolta il Jack è una sorta di jolly che fa la gioia di Prandelli e della Fiorentina. Primo gol stagionale per Bonaventura che contro il Crotone è finalmente riuscito a rialzare la cresta dopo un periodo decisamente difficile. Prandelli lo ha rilanciato tra i titolari, concedendogli una chance che Jack ha preso al volo. Difficile capire se adesso questo giocatore potrà essere centrale nel progetto di Prandelli, tatticamente non sembra semplice. Ma questo gol è una bella iniezione di fiducia.
TONALI (centrocampista Milan)
5 - Se c’era un reparto del Milan che sabato doveva reggere l’urto per tenere in piedi la partita, era il centrocampo. Ed invece è lì che la squadra di Pioli ha perso la partita con l’Atalanta, subendo i ritmi ma anche la qualità degli avversari. Nè Tonali nè Meité sono apparsi all’altezza della situazione: se per il nuovo arrivato del Toro qualche attenuante c’è (ma siamo sicuri che sia un rinforzo adeguato?), per il gioiellino della nazionale ce ne sono meno. Per il Milan comunque, sino a oggi, resta una stagione molto al di sopra delle più rosee aspettative.
LAUTARO MARTINEZ (attacante Inter)
4 - Il killer-istinct, per un attaccante, non può essere un optional. E ultimamente a Lautaro Martinez questa capacità di colpire appena si presenta l’occasione buona, sta mancando un po’ troppo spesso. A Udine gli è capitata tra i piedi forse l’unica vera, grande, palla-gol (grazie anche a un pasticcio di Becao) ma non è riuscito a sfruttarla. Certo, Musso ha fatto una grandissima parata, ma con tutta la porta spalancata davanti è evidente il Toro poteva e doveva fare di più.
FONSECA-DZEKO (tecnico e punta della Roma)
3 - Da qualunque parti la si guarda, non è una bella storia. ma cos’ìè successo davvero tra Fonseca e Dzeko pr trasformare la Roma in una polveriera? Da quanto si dice, i due non si sopportano da tempo, ma in questi mesi hanno provato ad andare avanti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata la panchina per Dzeko in Coppa Italia, con il bosniaco che sarebbe voluto entrare in campo molto prima. E così alla fine del match ci sarebbe stato un duello molto acceso. Adesso è difficile che la frattura si possa ricomporre.
LUNA ROSSA (Prada cup)
2 - Proprio non c’è vittoria. Nel mare di Auckland in Nuova Zelanda, terza sconfitta consecutiva per la barca italiana Luna Rossa contro il Team Ineos. La formazione britannica a questo punto risulta matematicamente prima e dunque qualificata per la finale della Prada Cup, trofeo che designa la sfidante di New Zealand nella prestigiosa Americàs Cup. Ma ancora non è tutto compromesso: Luna Rossa infatti ha ancora una chance per continuare la sua corsa verso la finale di Prada Cup: la barca italiana il prossimo 29 gennaio affronterà in semifinale American Magic.
KOULIBALY (difensore Napoli)
1 - Scegliamo lui come simbolo di una difesa del Napoli che stavolta ha fatto acqua da tutte le parti. E, ultimamente, non è la prima volta che succede. Ma prendere tre gol dal Verona dopo essersi trovati in vantaggio 1-0, vuol dire che non c’è la giusta maturità per puntare al vertice della classifica. Le grandi squadre, sanno vincere 1-0, sanno soffrire ma portarla a casa. Il Napoli stavolta si è sgretolato di fronte alle prime difficoltà e là dietro nessuno ha fatto bella figura, da Koulibaly a Maksimovic, fino al portiere Meret che stavolta era stato preferito a Ospina.
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