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L’INTERVISTA 

Non colpevolizzate un ragazzo: il declino parte dal centrocampo

Alessandro Guerrieri
Non colpevolizzate un ragazzo: il declino parte dal centrocampo

Marocchino: troppe partenze in mezzo E ora serve anche un vice-Morata 

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Alessandro Guerrieri

Piemontese purosangue, Domenico Marocchino ha vestito per quattro anni la casacca della Juventus; adesso è apprezzato opinionista Rai e segue con grande attenzione le vicende della sua ex squadra.

Si aspettava un così brutto ko nel Derby d'Italia ?

«Premesso che perdere a Milano può starci, non mi aspettavo una prestazione così negativa; si è verificato quello che io avevo predetto già ad inizio campionato, questa è una Juventus nettamente più debole rispetto a quella delle passate stagioni. Del resto stiamo parlando di una squadra che nel settore nevralgico del gioco, a centrocampo, ha perso due campioni del mondo, Khedira e Matuidi, ed un elemento tra i migliori del mondo nel ruolo, come Pjanic. Se aggiungiamo il brutto torneo di Arthur il quadro, a tinte fosche, è presto detto». Tornando alla sfida del “Meazza”, ha molto deluso Frabotta, che diventa una sorta di capro espiatorio...

«Ci andrei piano a colpevolizzare il ragazzo, vero che domenica sera non ha fornito un rendimento sufficiente, altrettanto che di fronte aveva uno dei migliori esterni del mondo, quel Hakimi che sta giocando un campionato straordinario».

Ma era proprio necessario schierarlo in una partita così impegnativa?

«Ora è facile condannare Pirlo per questa scelta, ma quella di Andrea è stata obbligata, a causa delle molte assenze in casa bianconera».

Ma Pirlo è pronto per guidare la Juventus?

«Che sia giovane ed alla prima esperienza in panchina non significa che non sia pronto; ci sono tanti esempi di allenatori che hanno fatto bene non appena si sono seduti in panchina, penso a Guardiola in primis ma anche al nostro ct Roberto Mancini».

Siamo davvero arrivati alla fine di un ciclo?

«Premesso che la Juventus non si arrende mai, bisogna considerare che vincere 9 campionati di fila è un'impresa clamorosa; dopo un filotto del genere ci sta un anno, ed anche più di uno, di pausa, anche se prima di dare per morta la Juventus bisogna pensarci tre volte».

E' più facile che la Juve vinca lo scudetto o esca dalla Champions League?

«La conquista dello scudetto è difficile, molto difficile, ma penso che non sia ipotizzabile una esclusione dei bianconeri dalle prime quattro».

Oggi c'è la sfida con il Napoli, cosa si aspetta?

«La Supercoppa arriva nel momento giusto; la Juventus ha l'occasione per un pronto riscatto, anche se la sfida con i partenopei è di quelle da prendere con le molle».

Siamo in pieno mercato, di cosa ha bisogno la Juve?

«Io interverrei in ciascun reparto, ma il primo acquisto deve essere in attacco. Visti i problemi di Dybala, la cui assenza ha pesato tantissimo, e la ritrosia di Ronaldo a giocare da centravanti, serve un ricambio di Morata, un ruolo per il quale vedo bene Pavoletti del Cagliari. Di testa è fortissimo e trova la porta con continuità». —

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