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Ciclismo/1: l’annuncio di metti 

Una commissione specifica sulla sicurezza nel nuovo Comitato

Antonio Mari

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FIRENZE. Il neo eletto presidente del Comitato Regionale Toscana di ciclismo Saverio Metti, in attesa dell’insediamento ufficiale alla sede del Coni a Firenze che ospita il Comitato, non ha perso tempo. C’è da lavorare, il Comitato toscano è indietro per lo slittamento di 20 giorni dell’assemblea delle società rispetto ai programmi.

«Grazie alle società – dice Metti –, ai presidenti che mi hanno conferito questo compito così impegnativo ma anche stimolante. Siamo già al lavoro per realizzare quanto ci siamo prefissi, con il massimo impegno ma soprattutto con la disponibilità di ascolto. Voglio ringraziare Andrea Tafi che si è confrontato con me e gli voglio portare il mio rispetto e la mia stima. Se lo vorrà, può essere utile al Comitato. È stata una cavalcata lunga 5 mesi che mi ha fatto scoprire che la passione è la base del nostro sport che, unita alle competenze, fa la differenza. Dobbiamo pensare subito ai calendari delle gare 2021, a fine febbraio è prevista l’apertura con la Firenze-Empoli da parte della Maltinti, coronavirus permettendo, e alla nomina delle varie commissioni in seno al Comitato».

Sono attese delle novità, come conferma lo stesso Metti: «È necessario un nuovo modo di gestire le attività del Comitato e delle varie commissioni rivedendo la loro organizzazione, con la nomina di aree tecniche per i diversi settori. Occorrono direttive chiare e ben definite su programmi di attività e di budget da presentare per tempo, diciamo entro ottobre, per la stagione successiva».

La priorità messa a fuoco è sicuramente la sicurezza. «Dobbiamo cambiare mentalità e compiere un salto di qualità. La sicurezza è condizione essenziale per l’esistenza del ciclismo, ci sarà a tale scopo – annuncia Metti – una commissione specifica che dovrà collaborare con società, direttori sportivi, direttori di corsa e presidenti».

Sul fronte giovanile il nuovo presidente toscano vuole che il ciclismo diventi più attrattivo per le famiglie. «Distanza netta senza se e senza ma – sottolinea Metti – dal doping, occorrono impianti sicuri, istruttori qualificati di supporto alle società, maggiore multidisciplina, con attività su pista, mountain bike e ciclocross. Occorre poi recuperare un maggior dialogo nel rapporto con le istituzioni, politiche e amministrative. Per la comunicazione dobbiamo far conoscere le attività del Comitato toscano sul web, sui social, verso la stampa e i media. In fatto di comunicazione anche un dialogo più stretto e continuo con i Comitati provinciali e le società di base. Infine, mi piacerebbe istituire una commissione per ricordare i fasti del ciclismo toscano, i suoi protagonisti, forti della storia che abbiamo». —

Antonio Mari

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