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il via dal nord america 

Il disco con il chip, l’hockey cede alla tecnologia

Il disco con il chip, l’hockey cede alla tecnologia

Nacque di legno, ora grazie ai sensori applicati diventa una fonte preziosissima di dati, curiosità e statistiche

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Si chiama “puck”, disco per i profani dell'hockey su ghiaccio, e se nel tempo non ha cambiato nome, quel piccolo oggetto che fa ammattire giocatori e tifosi si è adeguato ai tempi. Nato di legno, poi diventato di gomma, da mercoledì scorso ha fatto il grande salto nel terzo millennio sul palcoscenico più prestigioso, la Nhl, dotandosi di sensori, chip e batterie e diventando così fonte inesauribile di dati, curiosità e statistiche. Così anche l'hockey molto legato alla tradizione cerca di evolversi, come hanno già fatto tanti altri sport, spinti dai broadcaster e ora anche dalla necessità di mantenere vivo l'interesse tra i Millennials, veri arbitri del futuro di ogni disciplina.

Dopo decenni di semi immobilismo, lo sviluppo delle tecnologie e il nuovo mondo dei social hanno costretto improvvisamente gli sport - da quelli sempre in evoluzione come la Formula 1 ai più “umani” come l'atletica leggera - ad adeguarsi, cambiando regole, introducendo novità e garantendosi visibilità soprattutto sui nuovi media con dati e immagini sempre più coinvolgenti. Il calcio nel giro di pochi anni è passato dalla moviola all'occhio di falco e alla Var, così come il tennis e il rugby. Esempio più recente l'atletica leggera, che dopo le telecamere volanti ha introdotto i laser che dettano il passo agli aspiranti recordman insieme alle scarpette “magiche”. C'è chi parla di doping tecnologico ma per chi lo propone è un modo per andare oltre, per migliorarsi e mantenere così viva l'attenzione.

Il pubblico che sempre in minor percentuale vive l'evento dal vivo - per tacere delle porte chiuse imposte quasi ovunque dalla pandemia - va raggiunto su ogni device, solleticato di continuo per non farlo distrarre e quindi perderlo, o magari agganciato tramite gli e-sport, sempre più di successo. Sono centinaia di milioni gli e-giocatori in tutto il mondo e il giro d'affari cresce con percentuali vertiginose diventando un rivale tanto pericoloso da indurre leghe e società di tante discipline a clonarsi sul cloud.

Conclusa una lunga sperimentazione, dal 13 gennaio tutte le 31 squadre del campionato professionistico nordamericano di hockey sono dotate degli speciali dischi di nuova generazione per inviare migliaia di dati ai team, alle tv e anche direttamente ai tifosi, specie i nativi digitali, i veri destinatari di questa piccola rivoluzione. Gli atleti multimilionari dell'hockey professionistico si adeguano e anche loro sono tracciati in ogni movimento. I dati non saranno dati tutti in pasto ai tifosi, anzi la maggior parte servirà alle squadre per migliorarsi, ma pubblico e broadcaster avranno nuovi motivi di discussione e interesse. —

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