Sicurezza
Da Maniche a Brechet fino a Estigarribia: le meteore della sfida
Flop di mercato, illusioni estive finite male Anche loro hanno giocato il match più bello
Non hanno lasciato quasi niente. Come un passaggio di uccelli nel cielo d’estate, li osservi per un momento e non ci sono più. Sono le meteore del derby d’Italia, i colpi di mercato sbagliati e ben presto sbolognati altrove da Inter e Juventus, che comunque hanno fatto in tempo a giocare la partita più bella e prestigiosa. In porta Marco Storari, che nel 2015 visse a San Siro la partita della vita con due miracoli su Icardi e Pandev, per poi tornare nell’ombra come riserva di Buffon. I terzini, o esterni difensivi si direbbe oggi, sono due dei (tanti) flop di mercato per la difesa dell’Inter: il francese Jeremie Brechet (9 presenze nel 2003-2004) e il greco Grigoris Georgatos (12 gettoni e un gol nel 2001-2002). Centrali di questa ipotetica formazione Fabio Macellari (7 presenze nel 2000-2001) e Yann M’Vila, che a Milano arrivò tra tanti squilli di fanfara nella stagione 2014-2015, nella quale però vide il campo soltanto otto volte senza restare negli occhi. Così come un flop è stato Nuno Ricardo Oliveira Ribeiro, al secolo Maniche, centrocampista che l’Inter prelevò dall’Atletico Madrid e che doveva portare ad Appiano Gentile fosforo e regia: come non detto, 8 presenze, 1 gol e immediato ritorno in Spagna,. Qualcosa di meglio ha fatto Saphir Taider, algerino, che dopo due buone stagioni nel Bologna venne ingaggiato proprio dall’Inter, 25 gettoni nella stagione 2013-2014 e via al Southampton. Meglio, ma non troppo, Houssine Kharja, marocchino, centrocampista offensivo che all’Inter rimase sei mesi, giusto il tempo per 15 presenze, 2 gol e per giocare contro la Juve.
Anche la Signora ha le sue belle “colpe” di mercato: quella che è rimasta nella mente è legata al centravanti danese Nicklas Bendtner, che aveva fatto sfracelli all’Arsenal ma che a Torino giocò 9 volte senza lo straccio di un gol. Una delusione, come furono l’attac ante paraguaiano Marcelo Estigarribia (14 presenze e 1 gol nel 2011-2012) e il creativo centrocampista portoghese Thiago Mendes, in bianconero nel 2009: poche tracce. —
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