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Il trono è di Vlahovic, Conte va in castigo: il nostro pagellone al weekend sportivo

Fabio demi
Il trono è di Vlahovic, Conte va in castigo: il nostro pagellone al weekend sportivo

Sci, donne protagoniste: Marta Bassino seconda per un soffio. I voti da 10 a 0

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Prandelli sarà sicuramente d’accordo con noi: il beneficiato del voto più alto nel pagellone domenicale non può essere che Dusan Vlahovic, il quale, con il suo istinto da killer dell’area di rigore, ha fatto secco il Cagliari. Il giovanotto serbo non è nuovo a simili prodezze. Se non perde il vizio, farà strada.

Guarda che caso. Altri due protagonisti della giornata in serie A vengono dalla ex Jugoslavia: lo sloveno Josip Ilicic e il croato Nikola Kalinic. Attaccanti più esperti del loro collega viola, ma insomma, anche loro hanno ancora molto da dire sui campi di gioco.

Extra calcio, fa piacere il secondo posto della sciatrice Marta Bassino, a conferma del momento d’oro dello sci femminile azzurro. Non bene stavolta il tennista carrarese Lorenzo Musetti, ma è solo un incidente di percorso. —

VLAHOVIC (attacante della Fiorentina)
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- Dalla cronaca della partita al “Franchi”:«I viola sfruttano tutta la competenza diJosè MariaCallejon: lo spagnolo serveVlahovic al centro dell'area dirigore. L'attaccante viola, da due passi,mira all'angolino basso di sinistra e porta avanti i suoi».Nella sua essenzialità, la descrizione del golfa pensare a unDusanVlahovic rapace dell’area dirigore. Lì, pronto a catapultarsi sul pallonebuono.Non è la prima volta che toglie le castagne dalfuoco allaFiorentina.Già6gol, mica scherzi.

MARTA BASSINO (sciatrice)
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- Il risultato è tutt’altro che Bassino. Anzi, è parecchio alto. La nostra Marta, che di cognome fa appunto impropriamente Bassino, conferma con un secondo posto in supergigante l’ottimo momento della velocità azzurra femminile nello sci mondiale. Un eccellente podio, che arriva a 24 ore di distanza dal trionfo in discesa libera di Sofia Goggia. Oltretutto Marta ha perso la gioia del trionfo per un niente, visto che è stata preceduta di soli 16 centesimi dalla svizzera Lara Gut-Behrami. Peccato davvero.

JOSIP ILICIC (attaccante dell’Atalanta)
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- Se leggete la cronaca della partita tra Benevento e Atalanta, vinta dai bergamaschi per 4-1, vi rendete conto che c’è stato un protagonista assoluto: Josip Ilicic. Un autentico show, una irresistibile prova di forza per un giocatore che rischiava di perdersi, minato dalla depressione. Gol, assist, azioni travolgenti, la difesa del Benevento letteralmente impazzita nell’inutile tentativo di limitare quel folletto in qualche modo. Il male oscuro non ha vinto, Ilicic è tornato grandissimo.

NIKOLA KALINIC (attaccante del Verona)
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- Un bel voto in pagella a Nikola Kalinic come degno rappresentante di tutta la sua squadra, l’Hellas Verona, che sta davvero facendo un bel campionato. Non che ieri gli scaligeri abbiano compiuto l’impresa del secolo (hanno battuto il Crotone fanalino di coda), ma insomma, assodato che vincere non è mai facile, i tre punti mettono in moto la fabbrica dei sogni. In casa scaligera il sogno significa un posto in Europa, prospettiva non agevole ma centrabile sull’onda dell’entusiasmo.

JUNIOR MESSIAS (attaccante del Crotone)
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- Per provare, lui ci prova, solo che non riesce da solo a risollevare le sorti del Crotone, ancora ultimo in graduatoria. Junior Messias al Bentegodi ha insaccato il suo sesto pallone in questo campionato. Tanta roba. Il suo gol ha riaperto una partita che per il Crotone sembrava ormai conclusa, ma non ha impedito la sconfitta. «Nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene e proprio da qui dobbiamo ripartire», ha detto l’allenatore dei calabresi Giovanni Stroppa. Beh, con questo Messias la ripartenza è possibile.

JOAO PEDRO (attaccante del Cagliari)
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- Guardate la fotografia qui accanto: il soggetto è Joao Pedro dopo aver sbagliato il calcio di rigore che poteva portare in vantaggio il Cagliari con la Fiorentina. La delusione è stampata sul suo viso. Capita a chi si presenta sul dischetto di farsi ipnotizzare dal portiere. Proprio quello che ha fatto Dragowski nei confronti del buon Joao Pedro. Il ragazzo ci è rimasto parecchio male, anche perché l’errore dagli undici metri è stato forse determinante per causare la sconfitta dei sardi. Ora il Cagliari deve guardarsi alle spalle per evitare capitomboli.

MARCELO BIELSA (allenatore del Leeds)
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- Non per nulla lo chiamano "El Loco". Magari capace di grandi imprese, come di figuracce memorabili. In questo caso siamo nell’ambito delle figuracce. Marcelo Bielsa, allenatore del Leeds, squadra di Premier League inglese, è stato cacciato dalla FA Cup, perdendo 3-0 in casa del Crawley, una squadra che milita in League Two, la serie D italiana. La vittoria storica del Crawley porta la firma di Tsaroulla, Nadesan e Tunnicliffe, tre Carneadi del calcio che hanno vissuto il loro momento di gloria. Per il Leeds una domenica da dimenticare.

LORENZO MUSETTI (tennista)
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- Lorenzo, che è successo? Nessuno si aspettava che finisse subito l’avventura di Musetti agli Australian Open. Nel primo turno delle qualificazioni che, causa pandemia, si è svolto sul cemento di Doha, in Qatar, il golden boy carrarese è stato costretto ad alzare racchetta bianca davanti a Botic Van de Zandschulp, sconosciuto olandese dal nome alquanto complicato e numero 156 del ranking. Sconfitta imprevista ma che ben poco offusca la stella del giovane tennista. Una giornataccia può sempre capitare. Musetti avrà modo di rifarsi alla svelta.

ROBERTO D’AVERSA (allenatore del Parma)
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- Come volevasi dimostrare per la millesima volta, l’andirivieni sulle panchine raramente si dimostra una mossa saggia. E infatti a Parma non ha fruttato il nuovo esordio di Roberto D’Aversa, tornato in settimana alla guida della squadra dopo l’esonero di Liverani. Magari non è tutta colpa sua, ma la classifica è davvero preoccupante. Con la Lazio è arrivata la quinta sconfitta consecutiva nonstante una prova che le cronache descrivono come volenterosa. Attenzione D’Aversa, i segnali non appaiono confortanti.

ANTONIO CONTE (allenatore dell’Inter)
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- Non c’è pace per il povero (si fa per dire, basta dare un’occhiata al contrattuccio che ha strappato) Antonio Conte. Proprio perché non ha uno stipendio da operaio, i tifosi dell’Inter pretendono da lui il massimo dei massimi. Giustamente. E ora cominciano a spazientirsi. Dopo la sconfitta di Genova, il pareggio a Roma non è di loro gradimento, anche perché accusano l’augusta guida nerazzurra di aver toppato un paio di cambi nel finale che avrebbero agevolato il pareggio giallorosso. E poi, il Milan che scappa nuovamente è difficile da digerire.

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