Toscana
Mangini, la Toscana sceglie la continuità «L’unità può rilanciare il calcio dei dilettanti»
«La ripartenza dei campionati? Sarà decisivo il Dpcm E occorrono fondi immediati per tutte le nostre società»
Sandro Canu
«E’ stata riconfermata l’unità del movimento. Le fondamenta necessarie per affrontare un quadriennio che si presenta difficilissimo». Sono le prime parole di Paolo Mangini, appena rieletto presidente del Comitato Regionale Toscana all’unanimità (437 voti, su 631 aventi diritto, con circa 350 società in presenza)dall’assemblea elettiva al Nelson Mandela Forum, che prosegue: «un ringraziamento a tutte i club che hanno mostrato nuovamente un forte attaccamento con il loro contributo e ai dipendenti del Comitato che insieme agli operatori del palasport hanno permesso che tutto filasse liscio rispettando tutte le prescrizioni anticovid». Insieme a Mangini rieletto il consiglio direttivo, con i riconfermati Gianni Canuti, Carlo Fusai, Marco Machheroni, Giorgio Merlini, Bruno perniconi, Stefano Riccomi, Massimo Taiti e Mario Tralci, con l’ingresso di Andrea Antonioli e Roberto Bellocci. Designati Cosimo Sibilia per la presidenza della Lnd ed Ettore Pellizzari per la vicepresidenza. In apertura dell’assemblea il saluto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha confermato l’impegno della sua amministrazione nel trovare soluzioni idonee e in sostegno al mondo sportivo con specifici e mirati interventi anche di carattere economici. Mangini nel suo discorso ha posto l’accento su un’attenta e precisa disamina degli ultimi otto mesi che hanno sconvolto la vita sociale e lo sport. Sono stati puntualizzati gli interventi più concreti e immediati che dovranno essere attuati sia dal Governo nazionale, dalle Istituzioni amministrative regionali per dare sostegno vero alle società. E’ stato affrontato anche l’aspetto sportivo, il destino di questa travagliata stagione. La grande incertezza dovuta alla situazione sanitaria e alle attuali normative governative non permettono di indicare date certe per la ripartenze. Qualche elemento in più su cui iniziare ad elaborare una prima ipotesi potrebbe essere rappresentato dal prossimo Dpcm che verrà emanato dopo il 15 gennaio, con l’unica certezza che l’attività ripartirà solo quando le condizioni sanitarie e organizzative lo permetteranno. Mangini ha poi illustrato quelle che rappresentano alcune riforme strutturali utili per il movimento dilettantistico, tipo la modifica della Legge Melandri per una maggiore mutualità da parte dei professionisti a favore dei dilettanti, l’impegno per una nuova Legge Regionale dello Sport, contrastare in modo netto l’abolizione del vincolo sportivo e l’introduzione di nuove norme per il lavoro sportivo penalizzanti per le società. Così come è necessario ripristinare il contributo di solidarietà del 3% a favore delle società dilettantistiche. Caloroso discorso di commiato del Consigliere regionale Vasco Brogi con oltre 30 anni di impegno come dirigente federale al servizio delle società sportive. —
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