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«Roma-Inter: esame per due Come finisce? Io dico pari»
Francesco “Ciccio” Colonnese, difensore che ha militato in entrambe le formazioni presenta il big match. I giallorossi sono una sorpresa, la squadra di Conte una certezza
Alessandro Guerrieri
Francesco “Ciccio” Colonnese negli anni ’90 è stato uno dei migliori difensori centrali del nostro calcio, indossando le prestigiose casacche di Roma, Napoli, Inter e Lazio. Adesso, in attesa della telefonata giusta per rientrare nel mondo del calcio, si diletta con le sue pagine Facebook e Instagram e segue attentamente il cammino della Roma, la squadra con cui esordì nella massima serie, e dell’Inter, con cui raggiunse il punto più alto della sua stupenda carriera.
Dall’alto delle sue 183 presenze nella massima serie, prova a giocare con noi la grande sfida dell’Olimpico.
Che ricordi ha delle due esperienze?
«A Roma sono forse arrivato troppo presto; dopo il bel campionato dell’anno prima con la Cremonese pensavo di avere più spazio e invece giocai poco e l’anno successivo dovetti ripartire da zero, con il Napoli. Ricordi ben più belli li ho con la maglia dell’Inter; con i nerazzurri sono stati tre anni stupendi, nobilitati dalla conquista della Coppa Uefa. Dal punto di vista ambientale Roma vive la partita sette giorni su sette, con un calore incredibile, quel calore che a Milano si avverte solo il giorno della gara».
E riguardo a questa sfida?
«Sono sempre state partite bellissime, ogni volta mi ritrovavo a marcare un grande come Francesco Totti e ho sempre disputato ottime partite, con la perla del 4-1 rifilato alla Roma di Zeman, nel quale fornii anche un assist, al francese Cauet».
Vediamo all’attualità. Cosapensa del cammino delle due squadre?
«La Roma sta facendo davvero molto bene; benché sia partita a fari spenti, sta disputando un grande campionato e se esce bene dalle prossime due gare, con Inter e Lazio, può sperare anche nello scudetto. E qua voglio spendere due parole per Paulo Fonseca, un allenatore secondo me tra i più preparati del nostro campionato. Lo stesso, invece, non può dirsi per l’Inter; nel giudizio pesa l’eliminazione dalla Coppe e qualche passo falso in campionato, come quello riscontrato mercoledì scorso contgro la Samp».
Da pochi giorni è partito il mercato, Roma e Inter hanno bisogno di qualche innesto?
«Penso che Fonseca e Conte abbiano a disposizione una rosa più che competitiva, forse gli unici movimenti potrebbero essere fatti in uscita, per ridurre, numericamente, il gruppo».
Che partita prevede domani?
«Aspetto il match con grande curiosità; per la Roma è il classico esame di laurea, finora i giallorossi hanno steccato gli scontri diretti, quelli che poi decidono la stagione.Se cambiano marcia contro le grandi possono, come detto, fare grandi cose. Di sicuro sarà una sfida aperta, nella quale entrambe cercheranno di fare la partita e conquistare i tre punti. Saranno 90’ interessanti anche dal punto di vista tattico: entrambe le squadre giocano con la difesa a tre, per cui prevedo che saranno decisivi i duelli individuali, sia sulle corsie esterne che in mezzo al campo, chi li vincerà porterà a casa i tre punti».
Possono pesare le tossine del turno infrasettimanale?
«No, non credo. Entrambe hanno giocato mercoledì, per cui penso che partano, fisicamente, allo stesso livello».
I possibili protagonisti?
«Nella Roma sicuramente Mkhitaryan, uno che si posiziona tra le linee avversarie e spesso spacca le partite, e, se giocherà, Pedro. In casa Inter potrebbe essere decisiva la linea difensiva, Bastoni e compagni avranno il loro bel daffare a limitare il grande potenziale offensivo dei giallorossi».
Come finisce? Se la sente di azzardare un pronostico?
«Premesso che è sempre difficile fare un pronostico, provo a sbilanciarmi e dico un pareggio, magari con una rete per parte».—
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