Sicurezza
In porta ci pensa un Dragowski Viola Ma è davanti che la Fiorentina fa acqua
Col Bologna quarto pareggio casalingo consecutivo. E ora è caccia a un attaccante: Pavoletti, Llorente o Caicedo
Brunella Ciullini
FIRENZE. Chi sperava in una partenza col botto della Fiorentina dopo l’exploit in casa Juve ha dovuto ricredersi: contro il Bologna è arrivato l’ennesimo pareggio casalingo, il quarto di fila dopo l’1-1 con Genoa, Sassuolo e Verona. Stavolta i viola, che al Franchi non vincono dal 25 ottobre (3-2 con l’Udinese) non hanno subito gol – grazie a Dragowski decisivo in tre occasioni, su Palacio e Barrow – ma neppure lo hanno segnato, a dimostrazione che in fase realizzativa, nonostante la classe dell’inossidabile Ribéry, le difficoltà non sono state superate. Rispetto alla prova coi bianconeri Vlahovic non si è ripetuto e dopo tre reti consecutive non si è mai reso pericoloso. A parte il palo colpito in avvio da Ribéry complice una deviazione di De Silvestri e un paio di affondi dalla distanza di Castrovilli e Borja Valero (innescato dal francese) tutta la Fiorentina ha concluso il match senza un tiro nello specchio della porta: non accadeva dal maggio 2018... Urge dunque un intervento sul mercato che aprirà oggi, un centravanti (vedi Caicedo, Pavoletti, LLorente) in grado di affiancare e far crescere Vlahovic senza fargli ombra e al tempo stesso dare una mano alla squadra: a 4 punti dalla zona retrocessione, in una classifica corta e non esente da insidie. Peraltro l’apporto di Kouamè, nella mischia nel secondo tempo, è stato ancora inconsistente e Cutrone non è stato convocato perché in odor di cessione. «Il ragazzo ha 22 anni e vuole giustamente giocare. Dobbiamo essere bravi insieme a trovare una soluzione, anche con il Wolverhampton – ha dichiarato Pradè dell’ex milanista – Per Callejon (in panchina ndr) avevamo fatto delle riflessioni con Iachini e sul suo modulo». Quel 3-5-2 adottato anche da Prandelli. E dunque? «Dovremo fare altre valutazioni – ha risposto il ds viola – Josè è un professionista serio, un uomo, sa come ci si comporta e spero fortemente in lui». La situazione dell’ex napoletano è diventata un caso, non l’unico: tra i giocatori scontenti per il poco impiego ce ne sono altri. Anche se per la Fiorentina e il suo allenatore la priorità era ritrovare la vittoria in casa, così non è stato: dopo un buon inizio e malgrado la riconferma di 10/11 della formazione che aveva travolto la Juve i viola con un atteggiamento incomprensibilmente attendista hanno concesso spazio e iniziativa al Bologna che avrebbe meritato di chiudere il primo tempo in vantaggio. Prandelli si tiene stretto il punto: «Sapevamo sarebbe stata una gara difficile, abbiamo avuto sùbito delle opportunità poi siamo calati. Non ho visto passi indietro, sono contento della prova anche se specie negli ultimi 20’ avremmo potuto far meglio in area di rigore». Un tasto su cui battono Castrovilli («Bisogna essere più cattivi sotto porta») e Antognoni ammette: «È stata una buona gara, peccato per il risultato, serve creare più occasioni». —
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