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Pippo e Claudio, batte il cuore Cesare e Sinisa, i quasi amici

Inzaghi e il Benevento contro il Milan, squadra dell’anima Il sor Ranieri torna nella sua Roma. Al Franchi che sfida...

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ROMA. La domenica del cuore. Delle emozioni forti, che in fondo sono il sale dello sport e del calcio. Pippo Inzaghi contro il Milan, Claudio Ranieri che sfida mamma Roma, Cesare Prandelli contro Sinisa Mihajlovic, all’inizio non tanto amato e poi diventato amico, con il figlio di Cesare nello staff tecnico bolognese.

Domenica di ricordi e sensazioni forti, che il tempo non può scalfire. Prendiamo Inzaghi e il Milan: 202 presenze e 73 gol in undici stagioni di campionato, 20 presenze e dieci sigilli nelle Coppe nazionali, 72 presenze e 40 gol nelle Coppe Europee. Due scudetti, due Champions League, due Supercoppe Europee, una Coppa Italia. Non solo: una stagione da capo allenatore a Milanello, 2014-2015, non indimenticabile. Basta per non considerare Benevento-Milan una partita come tutte le altre? «Sarà una gara per me emozionante, mai una partita come le altre. Daremo tutto nei 90 minuti, poi torneremo ad essere l'uno tifoso dell'altro. E' stato difficile sfidare anche mio fratello, ma poi durante i 90 minuti pensi solo alla partita». Può darsi, ma pensa le emozioni.

Come quelle del “sor” Claudio Ranieri, romano doc. Formazione calcistica nelle giovanili giallorosse, il debutto in serie A nel 1972 , due stagioni tra campo (poco) e panchina (molta) fino al trasferimento a Catanzaro, vero trampolino di lancio per lo stopper gentiluomo, oggi 69 anni, che chiuse la carriera con le scarpette bullonate tra Catania e Palermo.

Certi amori, però, fanno giri immensi e poi ritornano. Anno di grazia 2009, Ranieri è un allenatore ormai di lungo corso ed ha la possibilità che ha sempre atteso, quella di allenare la Roma. Che non è una super squadra, ormai: Claudio prende il posto di Luciano Spalletti atto primo, e siccome lo chiamano l’aggiustatore porta la squadra al secondo posto e alla qualificazione europea. L’anno successivo però va peggio, e lo sostituisce Vincenzo Montella. Poi andrà, tanto per gradire, a vincere una Premier con il Leicester. Oggi torna all’Olimpico con la sua Samp. «Affrontare la Roma all’Olimpico per me non sarà mai una gara qualunque, è la mia città e la mia squadra del cuore – spiega Ranieri – ma sono un professionista e conterà solo fare il meglio per la Sampdoria. Loro hanno grandi individualità in grado di far male quasi ad ogni affondo».

A Firenze va in onda Prandelli contro Mihajlovic. Nell’estate del 2010 le loro strade si incrociarono: Cesare disse addio all’amata panchina viola per andare a sedersi su quella della Nazionale, al suo posto arrivò proprio l’allenatore serbo.

Tra i due si accese una scintilla l’anno successivo, quando Sinisa attaccò Cesare per avere escluso Alberto Gilardino dalla nazionale: frasi pesanti e piccate, poi la distensione. Oggi il figlio di Prandelli lavora proprio al Bologna «Ma se lo batto – dice Cesare – a casa lo sfotto...». —

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