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Primi rombi in fabbrica: i segreti del nuovo motore Ferrari

Cristiano Marcacci
Primi rombi in fabbrica: i segreti del nuovo motore Ferrari

Sulla Rossa pronta a debuttare l’iniezione di carburante “a getto” in grado di regalare più potenza alla power unit

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La Rossa potrà tornare a brillare e a ridare slancio all’entusiasmo dei tifosi? L’interrogativo pesa come un macigno sulla stagione 2021, dal momento che il telaio della nuova monoposto (di cui il team manager Mattia Binotto ha già ufficializzato la denominazione: si chiamerà SF21) sarà praticamente “congelato”, basato essenzialmente su quello del 2020 a causa delle nuove regole che limitano la misura in cui le scuderie possono modificare i loro progetti. I margini di manovra sono quindi ridottissimi e a Maranello dovranno superarsi per ottenere il meglio dalle potenzialità del motore, cercando di recuperare gap in termini di cavalli, e per studiare e mettere a punto qualche variazione aerodinamica in grado di ridurre un po’ l’allarmante svantaggio di competitività accumulato ultimamente nei confronti della Mercedes.

La nuova power unit sta già rombando. Nella fabbrica del Cavallino, infatti, gira da qualche giorno ai banchi-prova e i risultati, secondo alcune indiscrezioni filtrate dai reparti di sviluppo dello stabilimento, sarebbero incoraggianti. Grazie in particolare all’innovazione tecnica progettata sulla base della partnership con Mahle, uno dei maggiori fornitori di componenti automobilistiche di tutto il mondo, che ora lavora al fianco di Ferrari per lo sviluppo e la progettazione del motore e delle sue parti interne. La svolta tecnologica sta nel sistema di iniezione del carburante, che avrebbe alla base un funzionamento “a getto” (già sperimentato con ottimi risultati sulle vetture di serie). Una soluzione su cui in Ferrari puntano parecchio, per ottenere benefici sia in termini strutturali (e quindi di affidabilità) che di potenza. L’obiettivo non deve essere quello di eguagliare subito le performance del propulsore Mercedes, quanto almeno quello di equipararsi e superare Honda e Renault.

Sul fronte dell’aerodinamica, con i regolamenti bloccati, lo sviluppo in galleria del vento è stato limitato del 60%. Gli ingegneri si sono concentrati soprattutto sul retrotreno, allo scopo di sfruttare al meglio gli pneumatici senza farne salire eccessivamente la temperatura e quindi l’usura.

Resta il fatto che il 2021 sarà un anno di transizione. In Ferrari le maggiori aspettative per “disegnare” un futuro all’insegna del rilancio sono tutte riposte sul nuovo simulatore, che dovrebbe essere operativo sin dalla tarda primavera e che sarà fondamentale per progettare la monoposto del 2022, che coinciderà con la stagione del cambiamento delle regole e del ritorno delle macchine a effetto suolo. —

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