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IL RICORDO 

Il saluto di Antognoni: «Un simbolo italiano, ricordiamolo per sempre»

GIANCARLO ANTOGNONI
Paolo Rossi e Giancarlo Antognoni, eroi di Spagna 1982 e grandi amici
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Paolo Rossi e Giancarlo Antognoni, eroi di Spagna 1982 e grandi amici

«L’Italia deve intitolare a Paolo qualcosa di davvero grande è stato un grande amico e un attaccante di livello assoluto»

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Paolo ci ha portati sul tetto del mondo e noi ora siamo qui a ringraziarlo e a salutarlo. Se non ci fosse la pandemia, ci sarebbe stato il mondo intero a Vicenza a rendergli omaggio per quello che ha fatto e per l’eredità che ha lasciato alle generazioni dopo il 1982. È stato sempre un punto di riferimento per noi, in campo e fuori, Durante i ritiri con la Nazionale e prima delle gare ci trasmetteva serenità e tranquillità. Accanto a lui ho trascorso anni felici. Perdo un compagno e una persona eccezionale. Negli ultimi tempi non eravamo bene al corrente delle sue condizioni di salute, per cui la notizia è stata ancora più dolorosa e traumatica. Spero che non abbia troppo sofferto.

I ricordi più forti sono ovviamente legati a quella splendida avventura che fu il Mondiale in Spagna. Il primo periodo era stato un po’ brutto per tutti, nella fase a gironi non rendevamo come avremmo voluto e i gol non arrivavano. Quindi cercavamo di tirare su Paolo, perché lui a sua volta era quello che avrebbe potuto tirare su la squadra con i gol. Cosa che poi è successa. Diceva di passargli il pallone che poi ci avrebbe pensato lui, cosa che dal Brasile in avanti è sempre successa. Bearzot gli ha dato fiducia e noi l’abbiamo sempre sostenuto. Fu un’impresa di tutti, ma lui in particolare era un trascinatore, sempre con il sorriso e la battuta pronta. Faceva gruppo ed era piacevole stare con lui, quindi se lo vedevamo in difficoltà ci veniva naturale sostenerlo. Lo si faceva un po’ con tutti, perché eravamo un gruppo solido, ma in particolare con lui che veniva da un periodo difficile e aveva appena scontato una lunga squalifica. Meritava un extra di attenzioni. Come ora. In varie altre occasioni ci siamo rivisti noi dell’82, ma mai così numerosi. E poi continueremo a tenerci in contatto con la nostra chat. Mi mancherà sempre un po’ la gioia della finale contro la Germania, perché io ero infortunato e non giocai. Festeggiai a metà, ma nessuno mi toglierà mai la gioia di aver giocato con un campione come Paolo Rossi. Non stiamo parlando di un simbolo della nostra Nazionale, ma di un personaggio conosciuto a livello internazionale, uno che oltre ai Mondiali ha vinto Coppa dei Campioni, scudetti e Pallone d’Oro. L’Italia deve intitolargli qualcosa di grande che lo faccia ricordare per sempre anche alle future generazioni. —


 

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