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Barella, l’Inter sull’isola ha trovato il suo tesoro

Andrea rocchi
Barella, l’Inter sull’isola ha trovato il suo tesoro

E’ l’anima dei nerazzurri. Giù il Toro, i viola e la difesa del Bologna. Da 10 a 0 le nostre pagelle all'ultima giornata di Serie A

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Se in mezzo al campo nerazzurro tutti avessero il cuore e il coraggio di questo ragazzo sardo certe partite, questa Inter, non se le farebbe sfuggire. Nella sua Cagliari si prende in braccio la squadra nel momento più difficile, annunciandone la rimonta. Zhang prenda nota: l’Inter il suo tesoro non l’ha trovato in Spagna, ma sull’isola dei nuraghi. Il Mancio in azzurro lo sa. E forse lo ha capito anche Conte. La giornata di ieri ci regala anche le meraviglie di un messicano che si chiama Lozano che, con due giocate di classe, ribalta il match con la Samp. Ma il turno ci dice pure che la Roma di Fonseca può stare tra le prime quattro. Voti insufficienti in pagella per la difesa imbarazzante del Bologna (sfortunato esordio del portierino Ravaglia), per i viola e per il Toro in crisi di gioco e di identità. Ed ora in ritiro forzato.

NicolòBarella (Inter)
10
- Ichnusa è il nome di una birra sarda, sdoganata nelmondo dallaHeineken.Ma in greco ichnusa significa “impronta”, anticonome dell’isola.Come quella cheha lasciatoNicolòBarella, cagliaritano doc, nella sfida che i nerazzurri hanno vinto in rimonta contro irossoblù.Barella, ex diturno,hamesso dentro i90minuti delmatch quello che ènel suo dna: cuore e coraggio.Un gol ed unassist che hanno toltoConte dalla graticola dopo la penosa eliminazione inChampions.Altro cheVidal, Zhang sitenga stretto iltesoro trovato sull’isola.

Hirving Lozano (Napoli)
9
- Gattuso, a fine partita con la Samp, dice che è contento perché "Lozano ora fa anche le due fasi". Ieri con i blucerchiati il centrocampista messicano è stato l’ago della bilancia. Messo in campo nella ripresa al posto di uno spento Fabian, Hirving è stato travolgente. Ha fatto impazzire il povero Augello, ha segnato il gol del pareggio, ha colpito un palo e poi è svolazzato via sulla fascia destra per servire un pallone al bacio a Petagna che ha incornato chiudendo i conti. Altro che Messico e Nuvole, al Maradona ieri spledeva il sole.

Paulo Fonseca (Roma)
8
- Paulo Alexandre Rodrigues Fonseca ci vuole fare capire che la sua Roma c’è. Che la storia di Sassuolo, in fin dei conti, è già in cantina. Che la sconfitta indolore in Europa League in fondo ci poteva anche stare. I giallorossi in campo contro il Bologna danno prova di una superiorità schiacciante e s’intendono che sembra giochino insieme da 10 anni. C’è la mano dell’allenatore portoghese che del resto lo ha detto chiaramente: il nostro obiettivo è il quarto posto. Se la Roma gioca così, può firmare l’assegno.

Ruslan Malinovskyi (Atalanta)
7
- Con questo cognome da drammaturgo russo Ruslan Malinovskyi, che però è ucraino, può solo fare gol d’autore. E la punizione con cui mette a tacere ogni velleità (peraltro stentata) dei viola è una pennellata magica. Specialità della casa di un calciatore che ha un piedino d’artista e che sa pungere da posizioni svariate. L’Atalanta, dopo la performance olandese, ritrova anche il campionato il suo passo da alta classifica. E soprattutto recupera un centrocampista offensivo che, se ispirato, disegna sceneggiature vincenti.

McKennie (Juventus)
6
- McKennie stavolta non segna, ma è davvero l’unica cosa che non fa in una partita che lo vede un motorino instacabile dove la quantità, spesso, non va a scapito della qualità delle giocate. L’assist per Dybala, le corse, gli inserimenti in verticale. È in forma e Pirlo lo sa, dandogli fiducia ed inserendolo ormai stabilmente tra gli uomini del centrocampo bianconero. Era già stato convincente in Champions, anche contro il Genoa ieri ha dato il suo prezioso contributo alla causa. Ci ricorda un po’ Edgard Davids. Non vi pare?

Nicolò Rovella (Genoa)
5
- Fa tutto bene fino al minuto 78’ quando probabilmente paga tutta la sua scarsa esperienza in A. Il ragazzino, già lanciato nelle grandi partite, si trova a stazionare sulla fascia sinistra dove imperversa Cuadrado. Che nell’uno contro uno, oltre ad essere abile e veloce, è anche scaltro. Nicolò abbocca al cambio di passo del colombiano e gli frana sul ginocchio, causando il primo dei due rigori che Sentenza CR7 non saglia. Peccato perchè questo centrocampista in chiave under 21, fino a quel momento, aveva fatto davvero molto bene. Ma l’errore è imperdonabile.

Jacopo Sala (SPEZIA)
4
- Della serie quando un cambio in corsa si rivela un autentico autogol. Succede in casa spezzina con l’inserimento di Jacopo Sala. Che, fra parentesi, non è un pivellino. Tanto che ha fatto esperienza in Premier, a Londra, allenandosi con Drogba e Lampard. E poi in Bundesliga, nell’Amburgo. Solo che quando viene messo dentro per Ferrer perde nettamente il duello con Reca che trova subito la via del gol. Non riesce a riprendersi e viene sovrastato da Messias. Cambio decisivo, ma in negativo.

Valentin Eysseric (Fiorentina)
3
- Senza gioco e con la grinta di un ghiro. Questa Fiorentina ha bisogno di una cura forte che Prandelli, per ora, non ha trovato. Contro l’Atalanta ed il suo centrocampo "energetico" Cesare rispolvera Eysseric sull’out sinistro. Il francese non parte neppure male ma poi si perde nell’anonimato di una squadra involuta. In crisi di identità e di gioco. Probabilmente non è stato neppure il peggiore contro la Dea (Milenkovic, per esempio, ha fatto acqua dietro) ma lala prima da titolare poteva fare di più e meglio.

Marco Giampaolo (Torino)
2
- 7 sconfitte in 11 partite. Il Toro va in ritiro per congelare la crisi. Contro l’Udinese la reazione si è vista solo nel secondo tempo. Quando le cose di solito non vanno paga l’allenatore. Solo che Giampaolo, che è uno anche bravo, ha incassato la fiducia di Cairo. Fiducia che è a tempo. Ed ha avuto l’onestà di accentrare su di sè le colpe di una squadra che non gira (Zaza dove sta? E la allegra difesa? ). Mentre altre volte il toro ha perso giocando bene, al Friuli è stato latitante per 45 minuti consegnandosi alle raffinate geometrie bianconere disegnate da De Paul e soci. Cercasi carattere.

Danilo (Bologna)
1
- Divide la giornataccia con tutta la difesa rossoblù, a partire dal portierino Ravaglia, che questo debutto in serie A se lo ricorderà per un po’. Il 19enne ex Gubbio si becca 5 reti in un tempo ma le colpe sono soprattutto di una difesa inguardabile, che fa infuriare Mihajlovic. Al centro c’è un giocatore esperto come Danilo. Eppure lo stopper (perdonateci il vocabolo da ancien règime) cresciuto nel Paulista è imbarazzante, si fa fregare come un bimbetto dagli attaccanti giallorossi e con uno come Dzeko non è che puoi permetterti certe amnesie.

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di Redazione web