Toscana
«Godono sulle nostre disgrazie, io lavoro e basta»
Conte contrattacca. «Tanti vogliono distruggere, io voglio costruire. Eriksen? Ci sto lavorando sopra, sboccerà»
MILANO
Brucia l'eliminazione in Champions e restano una grande amarezza e tanto sconforto, ma l'Inter secondo Antonio Conte ha intrapreso una strada di crescita, «ha gettato le fondamenta per costruire un grattacielo». I nerazzurri ripartono da Cagliari per dimenticare le polemiche anche feroci che fanno reagire il loro tecnico. «Non prestiamo il fianco - dice - a chi in questo momento sta godendo e spera che si distrugga quel che stiamo cercando di fare da un anno e mezzo, magari perché vede che possono essere raccolti dei frutti in futuro. Vedo troppa negatività». Un mood che non deve impossessarsi dell'ambiente e al quale si deve rispondere con l'unità: «Bisogna restare compatti, uniti e fiduciosi sapendo che siamo tornati ad avere una credibilità. E' naturale essere impazienti dopo dieci anni senza trofei ma bisogna capire che quando riparti dalle fondamenta serve più tempo: poste le fondamenta, puoi costruire un grattacielo, come si meritano i tifosi dell'Inter. Chi vuole il male dell'Inter cerca la distruzione. Noi cerchiamo di costruire perché vogliamo il bene della squadra».
Alla vigilia della sfida col Cagliari («una partita difficile e tosta»), quasi tutta la conferenza stampa è dedicata al dopo Shaktar, a un pareggio a reti inviolate che ha cancellato l'Inter dall'Europa. Un dolore che non può svanire facilmente: «Ci credevamo. Ora bisogna metabolizzare questa amarezza e alzare la testa. Il morale non è alle stelle, è giusto ci sia dolore per l'uscita ma sappiamo che bisogna affrontare la partita di domani nella migliore maniera possibile sin da subito». L'obbligo di vincere in campionato torna prepotentemente d'attualità perché la corsa al titolo resta anche una via di riscatto e un modo per salvare la stagione. Ma Conte crede in un percorso di crescita, in un ciclo fatto di tanti step.
L'allenatore rinvia alla società e alle parole spese sin da quest'estate, durante il famoso vertice di Villa Bellini: «La proprietà è stata molto chiara. Mi ha parlato di un percorso di crescita. Chi è all'interno è consapevole delle difficoltà. Il club mi ha detto che sarebbe stata una situazione molto difficile a livello finanziario e che ci sarebbe stato un rallentamento a causa della pandemia. E' giusto che ne parli la società». Il grande rebus resta Eriksen: «Sto lavorando con lui per migliorare alcuni suoi aspetti, a volte ci posso riuscire e altre meno. Il mio compito è essere a disposizione di tutti i calciatori. Magari ci vorrà più tempo, poi sboccerà». —
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