Gioco
Parigi, tutti in ginocchio contro il razzismo Coltescu, carriera finita
I giocatori con il pugno alzato e le magliette per il Blacks Live Matter L’arbitro romeno non dirigerà più in Europa. Il Psg vince per 5-1
IL CASO
Tutti in ginocchio, insieme, in silenzio, i pugni alzati. I giocatori del Paris St. Germain e del Basaksehir hanno voluto, in questo modo, esprimere la loro solidarietà con la campagna anti-razzismo 'BlackLivesMatter' prima dell'inizio della partita-replay., 20 ore dopo la sospensione per i termini razzistici utilizzati dal quarto uomo verso dei componenti della panchina della squadra turca. La partita è stata diretta da un nuovo gruppo arbitrale condotto dall’olandese Makkelie. I giocatori hanno effettuato il riscaldamento in campo indossando una t-shirt bianca con gli stemmi dei due club e la scritta in inglese "No to Racism". E anche la terna arbitrale ha indossato questa maglietta, prima di toglierla per l'inizio della partita. Alla fine il Psg ha vinto 5-1, qualificandosi per gli ottavi.
IL QUARTO UOMO
«Chi mi conosce sa che non sonorazzista»: addolorato e incredulo, si è difeso così di fronte ai suoi familiari Sebastian Coltescu, dopo essere diventato l'arbitro più famoso del mondo. L’epiteto razzista rivolto alla panchina, in particolare al camerunense Webo (definito 'negru', in romeno nero) ha segnato una svolta nelle politiche antirazziste del mondo del calcio e probabilmente messo fine alla sua carriera. Le parole di Coltescu hanno infatti scatenato la furia dei giocatori in campo, la partita è stata sospesa e poi interrotta, e rinviata a oggi mercoledì con una nuova squadra di arbitri. Mai accaduta una cosa del genere. Nato a Craiova in Romania, 43 anni, di professione ingegnere, Coltescu è un arbitro di lungo corso, ha diretto in carriera 364 partite, delle quali ben 270 nella Serie A romena. In Europa ha collezionato nove presenze tra Champions ed Europa League e ha arbitrato sette gare tra squadre Nazionali.
Noto per il suo carattere deciso e decisionista, c'è chi lo accusa di avere il cartellino facile (ne sarebbero stati contati oltre duemila in sedici anni di attività) e di voler essere sempre protagonista in campo. A volte troppo. Come per molti altri arbitri, fioccano anche per Coltescu le polemiche per decisioni ritenute ingiuste o del tutto sbagliate. Come quella volta nel 2015 quando annullò tre gol allo Steaua Bucarest durante una partita contro l'Astra, poi persa 2-0, suscitando critiche furiose. Nel 2013 durante la sfida tra Petrolul-Gaz Metan tirò fuori sei volte il cartellino rosso e prese per il collo un giocatore che aveva protestato, secondo lui troppo duramente, per l'espulsione. Nel 2008 un contestatissimo 0-0 tra Gaz Metan e Brasov, per rigori non dati e espulsioni facili, gli costò lo stop per un intero girone di campionato. La vicenda più controversa risaleal 2007 quando Coltescu ormai lanciato verso una promettente carriera fu improvvisamente retrocesso alla Serie B romena. Qualche tempo di purgatorio e poi il rientro in Serie A e sulla scena internazionale. Nelle ore successive al fattaccio di Parigi la vita dell'arbitro romeno viene rivoltata come un calzino. Ne sono emerse vicende personali delicate: un tentato suicidio nel 2008, la depressione per la morte ravvicinata di entrambi i genitori, il divorzio dalla seconda moglie. Ora la notorietà per una brutta storia di razzismo e l'attesa di un provvedimento disciplinare che potrebbe fargli chiudere prima del tempo la sua carriera. —
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