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IL CASO IN INGHILTERRA 

Black Lives Matter fischiato «Non si imbratta Churchill»

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LONDRA

Prima i tifosi del Millwall,quindi quelli del Colchester United: la riapertura, seppur parziale, degli stadi inglesi è coincisa anche con la rumorosa protesta di alcune tifoserie - per adesso, una ristretta minoranza - apertamente contrarie al movimento Black Lives Matters. Un dissenso - hanno cercato di giustificarsi i supporters in questione - non per ragioni razziste, quanto perché in disaccordo con chi, durante le marce organizzate dal movimento per l'uguaglianza, aveva finito per imbrattare la statua londinese di Churchill collocata davanti a Westminster, "macchiandosi così di un gesto altamente antipatriottico". Da qui i sonorissimi "boo" rivolti ai propri beniamini, quando prima del fischio d'inizio delle gare dell'ultimo fine settimana, si sono inginocchiati in segno di rispetto e memoria di George Floyd, morto per soffocamento a causa dell'intervento violento da parte agente di polizia statunitense. Ma le giustificazioni delle due tifoserie non sono bastate perché i rispettivi club di appartenenza non stigmatizzassero l'accaduto, invitando i contestatori a restarsene a casa. Comportamenti criticati da tutto il mondo del calcio inglese, compreso Wayne Rooney, oggi manager del Derby. «E' stato un comportamento vergognoso e senza senso», ha detto. —

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di Redazione web