Italia
Prandelli sferza la Fiorentina «Col Genoa serve solo vincere»
Questa sera al Franchi una sfida che ha già il sapore dell’ultima spiaggia Il tecnico pungola i suoi gioielli: «Mi aspetto molto dai leader della squadra»
Firenze
Non ha dubbi Cesare Prandelli: quella di stasera al Franchi contro il Genoa è una di quelle partite «da vincere a tutti i costi». Classifica alla mano i viola hanno bisogno di un successo che in campionato manca dal 25 ottobre (3-2 contro l'Udinese). Da allora è arrivato appena un punto in quattro gare che li ha fatti scivolare al quart'ultimo posto. Neppure il cambio di allenatore ha spinto la squadra a cambiare passo. «Sarà una partita determinante, da giocare 'da Fiorentina', con lucidità e pazienza e dimostrando di avere carattere», raccomanda il tecnico regolarmente in panchina dopo i tre tamponi negativi che hanno 'sconfessato' quello precedente in cui era risultato positivo: «Il primo giorno è stato difficile ma vista la situazione generale mi sento un privilegiato».
Adesso tutti i pensieri sono per la squadra e la sfida odierna in cui sarà uno dei gli ex: «Maran fa giocare sempre bene le proprie squadre e in attacco dispone di elementi molto pericolosi, però dipende tutto da noi: conta solo vincere, anche giocando male. L'obiettivo è arrivare prima possibile a 40 punti». Appellandosi prima di tutto ai giocatori più esperti: «È nei momenti difficili che emergono i leader e a noi non mancano, penso a Pezzella, Caceres, Callejon, Ribery che sta bene e deve pensare di giocare come se lo stadio fosse pieno. Paura? Penso che la squadra abbia capito cosa significhi affrontarla. La società? Non ha colpe per questa situazione. Tocca a noi fare il salto di qualità».
La partenza di Chiesa sta pesando sul gioco viola («Sappiamo quanto sia abile a portare il pallone velocemente al limite dell'area») ma la Fiorentina e i suoi tifosi devono guardare avanti anche perché, ammette Prandelli, «temo che Commisso si possa stancare invece bisogna tenerselo stretto, avendo investito in squadra e infrastrutture. Se volete criticare fatelo con me e con i giocatori».
Capitolo formazione: 24 i convocati e qualche dubbio, a centrocampo (Borja Valero, Pulgar Duncan?) e in attacco con Vlahovic ancora in vantaggio su un Cutrone deluso finora dalle tante esclusioni. «Nulla da dirgli sul piano dell'impegno, le mie scelte finora sono state dettate da ragioni puramente tecniche: chi avrà pazienza avrà le sue opportunità. Adesso però non bisogna pensare a se stessi ma solo alla squadra. Io non ho mai messo da parte qualcuno e non trattengo chi non è contento di restare. Comunque ad ora non ho avuto queste sensazioni, i ragazzi mi stanno seguendo».
Infine una battuta su Balotelli al Monza: «Ritrova il suo vero padre professionale che è Galliani. Penso sia il posto giusto per ripartire, gli faccio tanti auguri». —
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