Italia
Inter, testa alla Coppa e allo Shakhtar col timore biscotto
I nerazzurri volano sulle ali dell’entusiasmo ma una vittoria a S. Siro potrebbe non bastare
MILANO
La settimana più importante dell’Inter. Mercoledì a San Siro arriverà lo Shakhtar Donetsk, in una sfida senza vie di scampo: gli uomini di Conte dovranno battere gli ucraini, sperando che fra Real Madrid e Borussia Moenchengladbach non esca un pareggio che profumerebbe di biscotto visto che qualificherebbe entrambe agli ottavi. Una gara decisiva, a cui i nerazzurri si presentano nel migliore dei modi, sulle ali di Lukaku e Hakimi, dopo tre vittorie convincenti e prestazioni solide come non si vedeva da mesi.
Non che lo Shakhtar arrivi molto peggio, considerando il successo il campionato per 5-1 contro il Minai, senza considerare che anche gli ucraini di Castro, dopo l'impresa col Real, sono pienamente in corsa per gli ottavi.
Intanto, però, in casa Inter continua a tenere banco il caso Eriksen. Anche contro il Bologna, infatti, il danese è entrato nei minuti finali: nelle ultime 7 gare è sceso in campo per complessivi 12', entrando a gara finita contro Real Madrid (4'), Sassuolo (5') e Bologna (3'). Proprio l'ingresso contro i rossoblù trenta secondi dopo il 90' ha scatenato nuovamente l'ira dei tifosi sui social nei confronti di Conte, reo di «aver umiliato», secondo la maggior parte della tifoseria, l'ex Tottenham. Ma tra le righe il tecnico aveva dato già sabato sera la chiave di lettura della situazione, commentando così la gara di Hakimi con il Bologna dopo alcune prestazioni sottotono e qualche panchina: «La gara di Hakimi? Questa è la risposta che chiedo ma è una conferma di quello che dico sempre. Ogni scelta che faccio, che possa essere condivisa o meno in generale, è perché solo io vedo quello che vedo in allenamento», le parole del tecnico dopo la vittoria di sabato. «Eriksen? Il mio rapporto con lui è ottimo, come con tutti i calciatori. I ragazzi sanno che quando scelgo un giocatore ho i miei motivi, nell'interesse della squadra. Sta lavorando, deve continuare a farlo», ha concluso Conte.
Una situazione che mantiene agitate le acque in casa Inter, quantomeno all'esterno, anche nell'avvicinamento alla sfida decisiva in Champions. La testa, dopo il giorno di riposo, ora va al campo, perché Lukaku e compagni devono centrare l'obiettivo ottavi, che il club nerazzurro non raggiunge addirittura dal 2011/12 dopo le due eliminazioni consecutive ai gironi nelle ultime stagioni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
