Gioco
Esce Sacchetti, Beli non entra A Bologna due porte in faccia
La Fortitudo dopo nove giornate e una sola vittoria esonera il ct della nazionale Belinelli al rientro in Italia dall’Nba assiste al ko della Virtus in casa con Sassari
bologna
Meo Sacchetti esce di scena e Marco Belinelli non entra. Così nel gioco delle porte girevoli basket city va in tilt. Eppure questa doveva essere la giornata della svolta per la Bologna dei canestri: la Fortitudo per rimettersi in carreggiata dopo un inizio campionato al di sotto delle aspettative (una vittoria e otto ko) e la Virtus per confermarsi come l’anti-Milano nella corsa allo scudetto. Invece sono arrivate due sconfitte: contro Brescia che la settimana scorsa aveva esonerato “El Diablo” Esposito per affidare la squadra a coach Buscaglia e con Sassari di Pozzecco alla quinta sinfonia. Nel giorno del ritorno di Belinelli, che assiste dalla panchina senza scendere in campo alla sconfitta della sua Virtus, l’altra sponda del basket bolognese, quella della Fortitudo, perde dunque un protagonista: Meo Sacchetti, esonerato dopo l’ottava sconfitta su nove partite in campionato. Quello fra il coach azzuro e la Fortitudo sembrava un matrimonio perfetto, fra un allenatore che ha sempre messo in campo una basket divertente e una piazza calda e appassionata che attende di tornare agli antichi fasti dopo anni di purgatorio. E invece il rapporto fra Meo e la sponda biancoblù di Bologna è durato pochi mesi, senza mai sbocciare.
La squadra è stata affidata al suo assistente Stefano Comuzzo, che guiderà la Fortitudo nella sfida europea contro Bilbao. Mentre il sostituto di Sacchetti sarà probabilmente Luca Dalmonte, a metà anni novanta vice allenatore per quattro stagioni.
Sull’altra sponda di Bologna il ritorno in Italia di Belinelli, dopo 13 anni di Nba, è stato meno entusiasmante del previsto: troppo indietro di condizione e troppo lontano dall’agonismo, Beli è tornato a riprendere confidenza con il basket di casa, nella sua città. E la sua imperturbabile “poker face” non è riuscita a nascondere un filo di emozione quando, nel prepartita, è sceso in campo con la maglia numero 3 della squadra che lo ha fatto esordire in serie A per ascoltare l’inno di Mameli. –
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