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C’è un derby bollente sotto la Mole Fusi: «Con la Juve serve il cuore Toro»

alessandro guerrieri
C’è un derby bollente sotto la Mole Fusi: «Con la Juve serve il cuore Toro»

L’ex centrocampista ha giocato sia con i granata che con i bianconeri e fa le carte alla partita «Mi aspetto una gara equilibrata e giocata a viso aperto, Pirlo ha più bisogno di vincere»

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TORINO

Luca Fusi è stato uno dei protagonisti, da grintoso mediano, del secondo scudetto del Napoli di Maradona, ma nella sua lunga carriera ci sono anche esperienze con Toro e Juventus, che continua a seguire con grande attenzione. Adesso guida il Bellaria Igea Marina, in Promozione, e fa le carte all’edizione numero 202 del Derby della Mole in programma oggi alle 18.

Che ricordi ha delle sue esperienze in granata e bianconero?

«Si tratta di due situazioni diverse, soprattutto a livello ambientale. Per i tifosi e tutto l’ambiente granata questa è “la partita”, mentre per la Juventus, da sempre abituata a vincere, se non è un confronto come tutti gli altri, poco ci manca. Riguardo alla mia esperienza personale, al Torino sono stati quattro anni stupendi, nobilitati dalla vittoria in Coppa Italia. Alla Juve invece ho giocato meno, anche per la grande concorrenza che c’era in quel periodo».

Riguardo a questa partita?

«Di derby ne ho giocati diversi, ma mi sono rimasti nel cuore i due pareggi, per 1-1 e 2-2, nella semifinale della Coppa Italia ‘93; per la regola delle reti realizzate in trasferta passammo noi del Toro che poi alzammo il trofeo».

Che pensa di Juve e Toro attuali?

«Il derby arriva nel momento giusto per capire meglio il futuro di entrambe; la Juventus ha bisogno di una vittoria per rimanere attaccata al carro di testa, al Torino serve un risultato positivo per confermare i grandi progressi, purtroppo sul piano del gioco ma non dei risultati, visti nelle ultime partite».

Un giudizio sui due tecnici?

«Stiamo parlando di due ottimi allenatori. Giampaolo, aldilà di qualche esperienza negativa, ha fatto vedere in passato tutte le sue doti. È un allenatore che riesce sempre a dare un’impronta alle sue squadre, e lo sta facendo anche al Toro, aldilà dei risultati che stentano ad arrivare. Anche Pirlo ha una sua idea di calcio, e sta cercando di proporla riuscendoci in Champions, meno in campionato».

La Juve non è troppo Ronaldo dipendente?

«Avendo in squadra un talento del genere è una situazione fisiologica; avveniva lo stesso nel Napoli quando mancava Maradona. Quando hai a disposizione giocatori del genere, devi sperare che siano sempre disponibili, altrimenti un calo di rendimento rientra nella logica delle cose».

Proviamo a immaginare tatticamente la partita.

«Credo che saranno 90’ equilibrati; magari il Torino sarà più guardingo all’inizio e lascerà l’iniziativa alla Juventus, obbligata a vincere per non rimanere troppo staccata dalla vetta del torneo, ma poi granata e zebre si affronteranno a viso aperto e ne uscirà una partita piacevole».

Come finisce?

«Beh, la Juventus è favorita ma io seguo il cuore e dico Torino». —



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