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Buon Dna non mente Chiesa, gol europeo come babbo Enrico Una dynasty da record

Buon Dna non mente Chiesa, gol europeo come babbo Enrico Una dynasty da record

È la prima coppia italiana a riuscirci, solo cinque in tutto Federico: «A mio padre ruberei quel tiro di sinistro...»

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Quando il senso del gol è nel Dna, o se preferite è un affare di famiglia. Dove attorno alla tavola o comodamente seduti in salotto non si parla dello studio o della giornata lavorativa, ma di come buttare quella benedetta palla in mezzo ai pali, che in fondo è il fine supremo del calcio. Prendete casa Chiesa: chissà quante volte il piccolo Federico avrà implorato babbo Enrico di fargli vedere come calciare, come piegare la caviglia, come imprimere la potenza o l’effetto alla sfera. I consigli sono stati quelli giusti: da mercoledì sera la dynasty Chiesa vanta un record: padre e figlio in gol in Champions League, a distanza di vent’anni. Nessunio in Italia ci era ancora riuscito. Enrico Chiesa, classe 1970, ha segnato 10 gol nelle 19 partite giocate in Champions League, una media davvero imnportante. Nella stagione 1997-1998, con il Parma, ha messo a segno sei gol (e tre assist) e nel 1999-2000, nelle fila della Fiorentina, ha realizzato cinque gol (e un assist) in 11 partite.

Il figlio Federico, nato nel 1997, ha impiegato cinque partite nella massima competizione europea per raggiungere il papà. Il suo gol di testa contro la Dinamo Kiev, una splendida torsione di testa sul perfetto cross di Alex Sandro, è stata come uina liberazione, visto che l’approccio con il pianeta bianconero non è stato semplice, soprattutto a livello di collocazione tattica.«La felicità è tutta nel mio gol - ha spiegato il ragazzo, subito dopo la partita - perchpè mi mancava, perchè non ero contento di quello che avevo fatto finora. Stasera ho rotto il ghiaccio, mi sono sentito dentro la squadra». E il gol può essere un nuovo inizio, anche per trovare delle importanti alternative a Morata e Ronaldo, che fino ad oggi hanno fatturato l’ottanta per cento delle reti juventine. «Mister Pirlo me lo ripete quasi ogni giorno - ha detto Chiesa - di arrivare in area, di riempirla, che nessuno può segnare se non sta vicino alla porta. Io sto imparando, piano piano. Il record con mio papà? Non lo sapevo, siamo i primi italiani ad avercela fatta, per me è un onore anche perchè papà è stato un grandissimo giocatore e di lui vorrei rubare il tiro, soprattutto il sinistro».

L e altre coppie

La prima famiglia di padri e figli in gol in Champions viene a sorpresa dal Ghana, terra d’origine del mitico Abedi Pelé Ayew, straordinario attaccante degli anni Ottanta e Novanta che abbiamo visto anche in Italia al Torino. Abedi Pelé ha segnato in tutto 3 reti in Champions League, tutte nella stagione 1992-93, quando il suo Marsiglia si laureò campione d’Europa. Suo figlio André Ayew ha messo a segno 9 reti in Champions sempre con il Marsiglia.A bersaglio anche la famiglia Zahovic: il padre Zlatko è stato un famoso centrocampista sloveno degli anni Novanta, vanta 11 reti con Porto, Olympiacos e Valencia. Il figlio Luka ha all’attivo una rete con il Maribor. La dynasty più nota è probabilmente quella dei Lel torneo con la maglia dei Kluivert: papà Patrick ha segnato 30 reti con Ajax,. Milan e Barcellona, il figlio Justin andato a bersaglio con la Roma contro il Viktoria Plzen il 2 ottobre del 2018. Tra tutti i padri e figli marcatori, i Kluivert sono la famiglia che ha fatto più reti in coppa. —



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