Gioco
Rugby, la baby Italia regge per un tempo Poi la Francia se ne va
Autumn’s cup, pronostico rispettato (36-5) Ma a Parigi qualche progresso si è visto
/ PARIGI
Niente da fare, appuntamento con la vittoria ancora rimandato, anzi con la Francia imbottita di riserve l’Italia fa anche peggio della partita di febbraio dei Sei Nazioni (era finita 35-22) perdendo 36-5 con cinque mete francesi (Danty, Villiere, Serin, Thomas e Macalous) e una italiana (Canna). E’ un’Italia che ci ha creduto a lungo, che per un tempo le prova tutte per vincere, che attacca anche quando un calcio sarebbe la scelta più facile. Ci sono le urla di incoraggiamento fra gli avanti, quelle di regia di Minozzi, quelle di rabbia di Garbisi. E poi gli applausi quando nei punti di incontro si ottiene il tourn over, o quando Mbandà sradica da terra un avversario con un placcaggio avanzante alle caviglie. Ma è anche un Italia con giocatori non all’altezza di un test match, la prestazione di Trulla costa quattro mete agli azzurri, una annullando male e tre quando lascia i suoi in 14. Sperandio nell’uno contro uno è inesistente. Si salvano i primi cinque uomini, “il motore della macchina”, come li definisce Franco Smith, ma da soli non bastano a fare una squadra. Più Italia che Francia nel primo tempo con l’azione più bella firmata dagli azzurri al 24’ con un multifase che porta Violi a esplorare il lato chiuso con Garbisi. L’apertura italiana tiene il pallone quel tanto che basta per fissare la difesa e scaricare su Canna in sostegno che va in meta per il momentaneo vantaggio (5-3). Italia bene in mischia, così così in touche, ma soprattutto imprecisa nei calci di spostamento con Garbisi non in serata. Ma la Francia 2.0 imbottita di esordienti (11) nonostante le invenzioni di Jalibert da sola non avrebbe riagguantato il risultato se Trulla (un po’ troppo spavaldo) con avesse annullato portando lui la palla in area di meta. Mischia a cinque francese e l’ariete Danty segna nonostante l’estremo tentativo di Garbisi. Jalibert trasforma e la Francia va al riposo sul 10-5. Tornati in campo aggressivi gli azzurri ottengono una bella touche in attacco, ma non la sfruttano. Canna si infortuna ed entra Mori. L’Italia prova dei multifase, ma quando la stanchezza si fa sentire arriva il tenuto. E’ l’ora di cambiare qualcosa Allan passa all’apertura Garbisi diventa il secondo playmaker e Mori scorre secondo centro. Al 51’ ci sarebbe il tempo per riagguantare il risultato. Ma Trulla prova un intercetto e becca il giallo, l’Italia resta in 14, è la svolta della partita. C’è spazio anche per Stoian e Lamaro, ma siamo ai titoli di coda di un brutto film. —
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