Gioco
«Milan-Fiorentina, la mia vita Rossoneri favoriti, ma finirà 1-1»
Luciano Chiarugi: che bravo Pioli, ma l’assenza di Ibra toglie peso all’attacco Viola deludente, mancano gli attaccanti. Punto su Cutrone: se si sveglia...
Alessandro Guerrieri
290 presenze ed 80 reti nella massima serie, bastano i numeri ad identificare Luciano Chiarugi come uno dei migliori attaccanti degli anni '60 e '70. In bacheca vanta, tra l'altro, lo scudetto conquistato con la Fiorentina e la Coppa delle Coppe in maglia rossonera, alzata grazie ad una sua rete nella finale contro il Leeds. Da doppio ex, analizza il big match in programma al “Meazza”. Firenze e Milano rossonera, grandi ricordi...
«Sono le due esperienze più importanti della mia carriera, ed ancor oggi suscitano in me ricordi ed emozioni indelebili. A Firenze sono diventato uomo e mi sono affermato come calciatore, vincendo uno scudetto straordinario ed una Coppa Italia. Nel Milan, dove andai a malincuore, ho vissuto altri quattro anni stupendi, segnando tanto, con la perla della rete al Leeds nella finale della Coppa delle Coppe»”
E riguardo a questa partita? «Quando affrontavo la Fiorentina, la squadra nella quale ero cresciuto, convivevano in me sentimenti contrastanti; da una parte c'era la voglia di dimostrare tutto il mio valore a chi mi aveva ceduto, dall'altra il dispiacere per giocare contro i miei vecchi colori. In particolare mi ricordo una mia rete a Firenze che consegnò al Milan la vittoria, nel '75”».
Veniamo all'attualità: che pensa delle due squadre ?
«Il Milan sta facendo benissimo, i rossoneri hanno iniziato il nuovo campionato nello stesso modo in cui avevano concluso il precedente, nel segno della vittoria. Trascinati da un Ibrahimovic in formato deluxe, i rossoneri possono lottare per lo scudetto fino all'ultima giornata, in un torneo nel quale manca la dominatrice. La Fiorentina invece sta molto deludendo, complice anche una inspiegabile anemia offensiva, ben testimoniata dalle sole 10 reti realizzate finora. La speranza è che con l'arrivo di Prandelli, aldilà della brutta sconfitta con il Benevento, le cose cambino ed i viola tornino a mostrare tutte le proprie carte»”
Quanto pesa l'assenza di Ibrahimovic nella sfida di oggi pomeriggio?
«Lo svedese è il vero asso nella manica di Pioli, che peraltro sta facendo un ottimo lavoro. A quasi 40 anni Ibra è determinante come quando di anni ne aveva 10 di meno. Determinante non solo per le prodezze sul tappeto verde, ma anche per come e quanto stimola i compagni, spronandoli sempre a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Bene ha fatto Pioli a volerne a tutti i costi la riconferma, anche quando sembrava che la società volesse prendere altre strade. Certo è che la sua assenza potrebbe influire sul risultato finale, anche se in casa rossonera non mancano i talenti, a partire dal classico ex di turno Rebic».
Tatticamente che partita dobbiamo aspettarci?
«La classifica è lì che parla chiaro, il Milan vanta oltre il doppio dei punti della Fiorentina ed oltretutto gioca in casa, sia pur senza pubblico. Facile prevedere che saranno i rossoneri a tenere in mano il pallino del gioco, anche se la Viola cercherà di non farsi schiacciare, provando a far male con il suo possesso palla, sperando in qualche guizzo dei suoi attaccanti, fin qui, a dir la verità, piuttosto impalpabili».
Quali i protagonisti?
«Nel Milan vedo bene Rebic, tra l'altro ex di giornata, oltre al solito Calhanoglu, uno che da un anno sta giocando su livelli sontuosi. Nella Fiorentina a parte Ribery, se giocherà, punto su Cutrone».
Come finirà?
«Il Milan è favorito, ma io dico 1-1». —
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