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Tyson mostra i muscoli e lancia la sfida Contro Roy Jones jr per fermare il tempo

Giulia Zonca
Tyson mostra i muscoli e lancia la sfida Contro Roy Jones jr per fermare il tempo

L’incontro-esibizione a Los Angeles, gli addominali ostentati come prova di immortalità. Insieme hanno 105 anni 

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il personaggio



Ora che non c’è più riscatto, non c’è nostalgia, è finita la pena e si è esaurito il ricordo, a Mike Tyson non restano che gli addominali: il simbolo di anni duri da digerire e difficilissimi da portare.

Anche se davvero i cinquanta fossero i nuovi 40 sarebbero comunque troppi e stanotte salgono sul ring un reduce che conta 54 primavere e un ex che ne ha passate 51, Iron Mike contro Roy Jones Jr. Sarebbe stata boxe di lusso se non fosse tardi. È un’esibizione, il che rende legittimo più o meno tutto, non c’è un risultato da contendersi, solo otto riprese da 2 minuti l’una, il ricavato in beneficenza, l’incontro in pay per view (in Italia su Sky, dalle 3): uno spettacolino in nome dei tempi andati e andati a male, soprattutto nel caso di Tyson che ha buttato il suo talento. Non è diverso dai reality show che ha già fatto, dalle ospitate televisive in cui gli hanno chiesto di fare la faccia cattiva, però Tyson ci ha aggiunto un romanzo che voleva essere «I miserabili» ed è uscito come una televendita per il vogatore da salotto.

Lui, tornato per omaggiare lo sport che ha amato e infangato, lui che è diventato campione del mondo dei massimi troppo presto per poter capire quella fama, lui che adesso avrebbe l’esperienza per gestire il pugilato e, quindi, finge di poter ricominciare. Non per riavere le cinture, per la sua faccia. Per il suo nome.

È stato il più giovane a vincere nella sua categoria, chiudeva gli incontri in sei minuti, tirava pugni disperati e non sapeva né voleva tenere la violenza al guinzaglio. Oggi punta a essere il più vecchio e neanche questo sogno riesce a stare sotto controllo.

Nei mesi di avvicinamento al match – sfilata ha postato la faccia buona e la forma perfetta. Gli esercizi che faceva da ragazzo ripetuti decadi dopo e l’immancabile serie di addominali messi lì come prova di immortalità. Di disciplina. Sono loro, oggi, i protagonisti assoluti, Al centro delle sfide lanciate sui social durante il lockdown, esibiti, scolpiti, allenati e bramati. Quanti anni mi dai con questo six pack?

Tyson è caduto dentro una spirale di vanità che lo aiuta a stare a galla. Una volta campione, già bruto, poi patetico, ora ha visto un’opportunità nella pancia di nuovo piatta che all’improvviso è moneta da spendere. Come i suoi pugni quando era re.

La vita gli è sfuggita, ma i muscoli non ancora. Così li lucida e spera che mostrando il suo lavoro gli venga riconosciuta la forza, pure quella dello spirito che è convinto di aver educato. Solo che non è Jean Valjean, è Tyson, con una corazza da tartuga. —



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